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7 consigli per scegliere l'acqua da bere


Per valutare la qualità dell’acqua che beviamo è importante analizzare le sostanze che ne fanno parte e nel caso delle acque minerali è fondamentale imparare a leggere correttamente l’etichetta.

1. Meglio la bottiglia di vetro. Oggi le plastiche sono molto controllate, ma ignoriamo il percorso che le bottiglie compiono dal momento del confezionamento all’arrivo sullo scaffale del rivenditore, che può includere stoccaggio o trasporto sotto il sole.
2. Preferire quella oligominerale. E' il residuo fisso ha determinare la leggerezza di un’acqua e indicare la quantità di sali minerali presenti. Sulla base del valore, espresso in milligrammi per litro, si classificano le acque in quattro diverse categorie.
Le acque più leggere (residuo fisso non superiore a 50 mg/l) sono le ‘minimamente mineralizzate’, da non preferire regolarmente perché i sali minerali sono utili al nostro organismo.
Con un frequente ridotto contenuto di sodio (residuo fisso inferiore a 500 mg/l) anche le ‘oligominerali’, che rappresentano il 50% di quelle in commercio.
Le minerali (residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l) hanno un discreto contenuto di sali, e sono ottime per i periodi caldi in cui si suda maggiormente.
Le ‘ricche di sali minerali’ (residuo fisso superiore a 1500 mg/l) sono acque terapeutiche da acquistare solo se prescritte dal medico curante».
3. Controllare il valore del pH. Misura il grado di acidità/basicità. La determinazione del pH al fine di raggiungere o mantenere un ottimo stato di salute è estremamente importante perché l’organismo umano con l’invecchiamento tende a ossidarsi, cioè ad alcalinizzarsi. Per rallentare questo processo si consiglia di introdurre ogni giorno acqua con un valore pH compreso tra 6,4 e 6,8.
4. Guardare il tipo di minerali contenuti. Indicati in etichetta per sottolinearne una particolare caratteristica. Le acque calciche sono indicate per la prevenzione di osteoporosi, sembra siano utili per le calcolosi renali e anche per i bambini in fase di crescita. Per combattere le anemie ci si orienterà verso un’acqua ferruginosa. Ci sono poi le acque magnesiche, con azione purgativa e bicarbonate, perfette per chi pratica sport.
5. Attenzione a nitrati e nitriti. Un parametro molto importante. Sono sostanze che se presenti in concentrazioni minime non creano problemi e non sono pericolose, ma se assunte in eccesso possono ostacolare il trasporto di ossigeno nel sangue. Nelle acque minerali il dosaggio massimo è di 45 mg/l ma scende a 10 mg/l nel caso di quelle utilizzate per i neonati. Attenzione, quindi, a utilizzare per loro solo acque destinate alla primissima infanzia.
6. Indifferente se naturale o gassata. È solo una questione di gusto. C’è chi ama le bollicine e chi invece la preferisce liscia. Sfatiamo un luogo comune: l’acqua frizzante non fa ingrassare, può solo dilatare momentaneamente lo stomaco. Altro luogo comune da sfatare secondo l'ISS è l'attenzione alla presenza di sodio. Nella maggior parte delle acque minerali il contenuto di sodio è inferiore a 0,05 grammi. A meno che non lo dica il medico, l’acqua povera di sodio è sopratutto una trovata pubblicitaria. Per ridurre il sodio nella dieta dobbiamo guardare all’alimentazione non all’acqua.
7. Variare il più possibile la scelta. Il trucco è semplice ed è lo stesso che utilizziamo in alimentazione: variare il più possibile. Una sorgente non potrà mai darci tutti gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno, quindi più siamo monotematici più rischiamo carenze. Evitiamo di comprare sempre la stessa marca e abituiamoci invece a cambiare con periodicità, imparando a riconoscere il gusto delle diverse acque.

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