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Il pane di ieri - Enzo Bianchi


Testo di Anna Martano PREFETTO AIGS SICILIAFood writer e food teller. Direttore Accademico e Maestra di cucina e pasticceria de “I Monsù- Accademia Siciliana di Enogastronomia”. Svolge intensa attività divulgativa attraverso conferenze e convegni tematici.

 

“Tra tuoni e lampi che scuotevano la terra, il parroco avanzava deciso fendendo l’aria con l’aspersorio e con voce ferma implorava che Dio fermasse la grandine; ...E così, il più delle volte, la grandine era scongiurata”.

Così Enzo Bianchi, Priore della Comunità Monastica di Bose, ricorda il suo Parroco, Don Montrucchio, chiamato a scongiurare il pericolo della grandine, vero flagello per i filari di vite. Nel suo libro “Il pane di ieri”, Enzo Bianchi racconta la sua infanzia e la sua gioventù nel Monferrato. E attraverso l’amorevole racconto del ragù della mamma, - il battuto di lardo e cipolla, la “gloriosa” mezzaluna sul tagliere, il profumo delle erbe aromatiche, rosmarino, salvia e alloro – in realtà racconta di famiglia e comunità, di rapporto con la terra, di identità culturali preservate ma anche di integrazione fra culture diverse e lontane capaci di fondersi in alchimie straordinarie. Ancora una volta, il cibo diventa una grande metafora dell’esistenza dell’Uomo; “la tavola- scrive Enzo Bianchi- è stata sempre, e lo è tuttora, il luogo privilegiato per imparare, per ascoltare, per umanizzarmi”. La gastronomia è sentita come rapporto culturale fra l’Uomo e il Pianeta che lo ospita, la cucina è vissuta come atto di conoscenza e d’amore e come dono e consapevolezza, la tavola condivisa diventa, così, rito collettivo e sacro,  “un atto di fede da parte di chi cucina e da parte di chi mangia”. E, a centro di tutto il pane, “simbolo della natura e insieme della cultura, dell’agire dell’uomo in armonia con la natura” come evocato dal Salmo 104  “l’uomo trae il pane dalla terra”. 

Non deve sorprendere che uIln religioso scriva di cibo perché, a ben riflettere, non vi è nulla di più sacro e spirituale : in fondo, cos’è la Messa se non un pasto condiviso? E Gesù non ha forse insegnato a dire “ dacci oggi il nostro pane quotidiano” e non ha forse compiuto il suo primo miracolo trasformando l’acqua in vino?  Le pagine di questo monaco hanno il dono dell’essenzialità, le sue parole la semplicità dei grandi; è un libro, questo, che arriva al cuore e rimane dentro. E, per chi lo avrà letto, il cibo avrà un sapore nuovo.

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