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Petronilla e il Cucchiaio d'argento


Nel 1938, in periodo di preparazione bellica, viene pubblicato il testo "200 Suggerimenti per... questi tempi" di Petronilla

Il volume, oltre ad essere un valido esempio di cucina povera, è interessante per due motivi fondamentali: 

- il primo è che l'autrice ha il coraggio di dire, in contrasto con la propaganda del regime, che sono tempi di parsimonia necessaria e non volontaria; 

- il secondo è la cura di Petronilla per allestire "pranzetti sciccosi" con vivande "in forma appariscente" al fine di "tenere ben alto anche con la cucina [...] il decoro della famiglia". 

Nel dopoguerra viene pubblicato con grande successo Il Cucchiaio d'Argento che diventa simbolo culinario e regalo di nozze per le novelle spose. Il testo si differenzia dai precedenti libri di cucina perché non è opera di un solo autore, ma di un gruppo di donne. 

Le fondamenta ispiratrici della sua stesura furono l'affermazione che la cucina era un'arte basata su misure e proporzioni e che c'era la necessità di semplificare i pasti, sia per motivi economici che per il ritmo più serrato della vita moderna. Le ricette del Cucchiaio d'Argento erano pratiche, semplici ma di tono raffinato. In più vi era anche l'attenzione per le calorie con un capitolo dedicato ai regimi salutistici: dimagranti, ingrassanti, diabetici e così via.

Se fino ad allora il medico era stato alleato o nemico del gastronomo che compilava un ricettario, Artusi aveva in Mantegazza un mentore e un rivale, fu da questo momento che la cultura dietetica cominciò a diventare sempre più importante nell'orientare i consumi e le scelte alimentari.

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