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Categoria: letteratura

Code gourmand - Horace Raisson


Testo a cura di Giuliana Lomazzi

Giornalista specializzata in alimentazione e gastronomia.

Autrice di di varie pubblicazioni

 

“Pranzate come se non doveste cenare, e cenate come se non aveste pranzato”; “I grandi pensieri nascono dallo Stomaco”: sono di questo tenore i suggerimenti e le affermazioni che compaiono nel Code gourmand di Horace Raisson (1829), sagace guida per il goloso nella quale vengono prodigati i consigli più svariati. Vi si insegna di tutto: come agire a un banchetto per procurarsi i manicaretti migliori, come scrivere un biglietto di invito, come deve comportarsi l’anfitrione, quando deve essere servito lo champagne (attenzione: “Una cantina senza champagne è come un orologio senza lancette”), quando è il caso di tentare un approccio con la dama seduta accanto. Per l’invitato ci sono norme severissime (“Il commensale che abbandona la tavola merita la sorte del soldato che diserta”), che non lo esentano dal prestare una viva attenzione a tutto ciò che viene servito. Se per esempio viene portato il pollo lesso, inutile lasciare la coscia ai non intenditori, meglio prenderla per sé. Come se non bastasse, l’invitato deve conoscere canzoni allegre, magari anche spinte, e intonarle all’occorrenza. Non mancano informazioni sui vari tipi di commensali, e soprattutto su quelli da tenere lontani: la santarelline, prima di tutto, che a tavola fanno le schifiltose e in più stanno a soppesare il contenuto di piatti e bicchieri del gourmand; i miopi, che mettono il naso nel piatto per capire che cosa contiene e versano il vino nella saliera; i narratori, che parlano ininterrottamente e non consentono di gustare il cibo come si deve. Insomma, un vero e proprio corpus di leggi della gastronomia, che l’autore fa assurgere a livello di scienza. Perché non manchi proprio nulla, Raisson offre anche un Calendario gastronomico perpetuo, “sublime soggetto di meditazione”. Vi si scopre che ogni mese è buono per i banchetti, perché ognuno fornisce cibi diversi e meravigliosi. Perfino la quaresima è benaccetta, perché consente al corpo un po’ di riposo nel momento del cambio di stagione, per poi ripartire con maggior vigore il mese successivo.
Nonostante le premesse, Raisson vuole insegnare anche la moderazione. Chi fa indigestione è un dilettante: il vero esperto sa quando è il momento di fermarsi perché non è un gozzovigliatore ma un gourmand nel vero senso della parola. Lo stesso vale per chi beve troppo: l’ubriachezza è disdicevole. “Chi fa indigestione e si ubriaca non sa né bere né mangiare” afferma saggiamente l’autore.





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