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Cacao - Jorge Amado


Testo di Anna Martano PREFETTO AIGS SICILIAFood writer e food teller. Direttore Accademico e Maestra di cucina e pasticceria de “I Monsù- Accademia Siciliana di Enogastronomia”. Svolge intensa attività divulgativa attraverso conferenze e convegni tematici.

 

Che vita sarebbe senza cioccolato? Nessuno, credo, potrebbe immaginare una vita priva di tavolette e tazze brune e fumanti, piccoli bocconi in carte d’argento, e ancora tartufi e baci, boeri e praline, un trionfo di profumi, sapori e golosità che ha origine in un unico frutto che viene da lontano: il cacao. Ma il cacao, fonte di dolcezza per chi può gustarlo, è, al contrario, assai amaro per chi lo coltiva.

“Ho tentato di raccontare in questo libro, con un minimo di letteratura per un massimo di onestà, la vita dei braccianti nelle fazendas di cacao del sud di Bahia. Che sia un romanzo proletario?”. E’ con questa nota dell’autore che comincia questo romanzo, scritto e pubblicato nel 1933 quando Jorge Amado aveva appena 21 anni. Un romanzo non solo proletario ma fortemente politico; senza infingimenti e con una crudezza paragonabile solo a certe pagine di Verga, racconta la storia di Josè, figlio di una ricca famiglia decaduta di San Cristobao , che , come tanti altri cittadini del Nord, tenta di trovare fortuna e lavoro nel sud del paese. Unico tra i lavoranti a saper leggere e scrivere, si ritrova ad essere sfruttato nella piantagione di cacao “Fazenda Fraternidade” del coronel Manè Frajelo a Pirangi.

Quello che Josè non sa è che i braccianti, attratti al Sud dalla ricchezza delle piantagioni di cacao, finiscono col diventare, di fatto,”servi della gleba” : all’interno della fazenda, infatti, era presente un unico spaccio, in cui i braccianti erano obbligati a rifornirsi dei beni di prima necessità, che praticava prezzi altissimi che di fatto non solo costringevano i braccianti a spendere tutto ma spesso anche ad indebitarsi col padrone. Insomma una schiavitù economica. Una situazione che somiglia alla condizione dei braccianti siciliani sfruttati sia dai latifondisti che dai “campieri”. Solo che in Sicilia, la nascita della Repubblica ha fermato certi scempi, nel Brasile contemporaneo ancora certe pratiche sono assai diffuse sia nelle piantagioni di caffè che in quelle di cacao come testimoniano le tante Organizzazioni non Governative che operano in quelle regioni.

“Io vengo da Bahia- con mia moglie, insieme guadagniamo 22 reais al giorno (10 euro circa) ma ce ne tolgono 17 (circa 8) per la “comida” (fagioli farina e pasta e niente carne) e alla fine della giornata il nostro guadagno di 2 persone é di 4 reais (1,85 euro). Abbiamo tentato di trattare col padrone perché’ ci pagasse almeno il ritorno in Bahia, ma non ci siamo riusciti. Se io vi dicessi che in questo momento tutti i risparmi miei e di mia moglie, dopo 12 giorni di lavoro, sono 2 reais (0,90 euro) che tengo qui in tasca forse non ci credereste”.

Questa è la testimonianza raccolta dai volontari di una Onlus italiana che opera in Brasile. Forse lo straordinario e duraturo successo di questo libro, uno dei romanzi sudamericani più letti in assoluto, è da ricercarsi proprio nella sua straordinaria attualità, ma anche nel suo messaggio finale: dopo una fase di rassegnazione, Josè acquisirà, grazie all’amicizia di Colodino, la “coscienza di classe”, ritirerà il saldo di quindici anni di lavoro che, dedotte le spese, ammonta all’equivalente di 270 euro attuali, lascerà la fazenda per raggiungere il suo amico a Rio perché “un giorno possiamo tornare e insegnare agli altri”. Insegnare agli altri, sì perché la “coscienza di classe” è, prima di tutto, una presa di coscienza di sé stessi, della propria, irrinunciabile dignità di esseri umani. Quando acquistiamo il cacao (o il caffè), pensiamoci; perché se scegliamo prodotti del circuito “equo e solidale” o prodotti di quelle aziende (e ce ne sono) che hanno scelto di garantire equa retribuzione e giuste condizioni di lavoro ai braccianti, il cioccolato sarà più dolce. Avrà in più quel sapore di buono che si può percepire solo facendo la cosa giusta!

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