NOTIZIE gusto e analisi sensoriale


Categoria: gusto e analisi sensoriale

Storia del gusto tra Medioevo e Rinascimento


In questo periodo storico l'approccio al gusto rimase sostanzialmente lo stesso dell'epoca precedente: si mescolava il dolce con l'agro, si tendeva a coprire ogni vivanda con le spezie.

Ribadiamo che il "gusto" è un senso sia individuale sia collettivo: indica una preferenza personale, che può cambiare da individuo a individuo, ma anche un apprezzamento condiviso, tipico di ciascuna società. In ogni caso il gusto è un prodotto della storia e un elemento costitutivo della cultura, perché la valutazione di ciò che è bello o brutto, buono o cattivo non dipende da caratteri "oggettivi" delle cose da valutare, ma da criteri di giudizio che cambiano nel tempo e nello spazio. 

Le tecniche di cottura e l'idea stessa di cucina sono molto cambiate nel tempo. Al giorno d'oggi, fra molte scelte e proposte possibili, non ci stupiamo di assistere a preparazioni discrete, cotture rapide, procedimenti che tendono a rispettare e valorizzare la qualità originaria, "naturale" dei prodotti (sapore, colore, forma, consistenza). Ciò sarebbe stato incomprensibile per un cuoco del Medioevo o successivamente del Rinascimento, secondo cui la cucina era soprattutto "artificio". Sulla materia prima si tendeva a intervenire in maniera pesante, alterando in modo radicale i caratteri originari dei prodotti. La valorizzazione delle ricette semplici e dei sapori naturali, che a noi oggi sembra normale, comincerà solamente tra Sei e Settecento. 

Leggi news categoria gastrosofia





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria