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Storia condimenti e presentazioni caffè


Degustare il caffè è un rito. Lo zucchero è il suo condimento naturale, sia esso di barbabietola o di canna, bianco o scuro.
È da ricordare che la zolletta di zucchero individuale è una trovata che risale al 1854, ad opera del droghiere parigino Eugene Francois.
Altri condimenti abituali del caffè sono il latte o la panna liquida, serviti in piccoli contenitori a parte o direttamente in tazza.
Se il caffè è ben forte e concentrato, alla turca o all’italiana, l’uso consiglia di accompagnarlo con un bicchiere d’acqua fredda a parte, per sciacquarsi la bocca.
L’abitudine di proporre sul piattino un quadratino o un pezzo di cioccolato viene della Svizzera e dal Belgio.
Si possono poi preferire i raffinati chicchi di caffè torrefatti ricoperti di cioccolato fondente.
Il biscottino spesso aromatizzato allo zenzero o alla cannella è invece una tradizione anglosassone.
Nelle grandi occasioni il caffè servito a “regola d’arte” deve essere presentato con un vassoio di leccornie dolci, non più grandi di un boccone, che comprendono cioccolatini e pasticcini spesso ricoperti al cioccolato.
Concludiamo questa golosa coniugazione di sapori e caffè con l’uso veneziano di riunire su un vassoietto: un caffè mescolato con latte, un bicchiere di vino aromatico e uvetta macerata nella grappa.
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