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Gastrosofia l'equazione del gusto e l'equilibrio


I quattro principi fondamentali della nostra Equazione del gusto: sapere, fare, buono e bello debbono viaggiare paralleli e sono necessari l'uno all'altro. Elemento importante dell'aspetto del buono è l'equilibrio.

Equilibrio (dal latino aequilibrium, parola composta di aequus "uguale" e libra "bilancia") di un cibo comporta che le varie sensazioni gusto olfattive si bilancino e si esaltino piacevolmente. La loro integrazione deve essere gradevole: un eccesso di salato, di grasso, di acido o di amaro rende ogni piatto sgradevole e squilibrato.
Poco equilibrato: cibo nel quale una o più sensazioni risaltano in modo particolare e sgradevole rispetto alle altre, risultando, per esempio, troppo salato o troppo speziato, troppo ricco di olio o di salse, ma anche, al contrario, se non è sufficientemente sapido o condito.
Abbastanza equilibrato: cibo nel quale nessuna sensazione risalta in modo eccessivo rispetto alle altre, anche se una (o alcune) è un po' più decisa o troppo sfumata.
Equilibrato: cibo nel quale nessuna sensazione risalta in modo particolare rispetto alle altre, creando, al contrario, un'adeguata e gradevole proporzione gusto-olfattiva.





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