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Gusto e analisi sensoriale nella cucina antico romana


La cucina romana antica, amava i sapori complessi: non cercava di distinguere gli ingredienti ma, al contrario, tendeva a unirli, amalgamarli, confonderli. Sia la preparazione delle singole vivande sia la loro dislocazione all'interno del pasto miravano a tenere insieme più che separare. 

Soprattutto si mescolavano il dolce e l'agro, i Romani amavano mescolare il miele con l'aceto.

Datteri e uva passa accentuavano la componente dolce, mentre il vino o l'agresto (succo di uva acerba) quella acida. 

Il contrasto di sapori era ulteriormente amplificato dal gusto forte del garum omnipresente in quasi tutte le vivande, sorta di salsa preparata con interiora a base di pesce fatte macerare in olio assieme a varie erbe.

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