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Gastrosofia tendenze gastronomiche: tanto-mignon-sempre


Oggi siamo tutti alla ricerca di esperienze emozionali e molte derivano dal cibo. Si mette in discussione le rigidità delle convenzioni spazio-tempo, si amplia e si stimolano le dimensioni della relazione sociali. 
In passato l'Italia era un paese dove la prima colazione, il pranzo e la cena, erano un rito articolato in tempi e portate, dall'antipasto al dolce, con amaro finale. A casa o al ristorante, per grandi o piccini, in provincia o in città.
Ora non è più così, si mangia in tutte le ore, in tutti i luoghi, e in modi diversi; si "spilluzzica" seguendo il rito delle tapas, si scrocca al buffet degli apericena, ci si riempie all'you can eat.
Il pasto è un insieme di stimoli da comporre come si vuole, più che un libro per capitoli è una rete come il web.
Nella logica del food esperienziale i riti diventano tanti, diversi e individuali, e gli stessi chef stellati non resistono, passando dal menù degustazione agli “assaggini" fatti espressi sulla logica di mangia quello che vuoi (vedi Ticket di Adrià).
Nella destrutturazione dei pasti ci sono diversi elementi che si integrano tra loro: tanto, mignon, sempre.
- Il "tanto", è legato alla possibilità di mangiare quello che si vuole e quanto si vuole da una esposizione di piatti in bella mostra.
- Il "mignon" fa riferimento agli “assaggini”, offerti a casa o nei ristoranti per moltiplicare le esperienze, degustando più ricette in versione ridotta, magari preparate a vista.
- Il “sempre” è collegato alla messa in discussione di orari, tempi e modi del pasto. Mangiare ad ogni orario e in ogni dove (treno, tram, o strada) è per noi italiani una rivoluzione: dal saltare il pranzo, al consumare alle 7 di sera un aperitivo, dallo scegliere il brunch mischiando il dolce e il salato, al partecipare in qualunque giorno della settimana ad una "festa mangereccia" (simile alle domeniche di una volta).





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