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Gastrosofia storia del food porn


L'accostare la pornografia al cibo è stato fatto per la prima volta dalla scrittrice femminista Rosalind Coward nel 1984 nel suo libro "Female Desire: Woman's sexuality today", ovvero “Desiderio Femminile”, in cui si riflette sulla tendenza delle immagini del cibo nei periodici e nelle riviste che stavano assumendo negli anni 80, quando le fotografie degli alimenti si erano improvvisamente trasformate in immagini goduriose che sostituivano al piacere del gusto, il desiderio dello sguardo degli occhi. 

Rosalind, nell’ambito di un saggio femminista sul piacere, scrisse che, “cucinare un piatto e presentarlo in maniera gradevole” è un atto di devozione, un modo di dimostrare il nostro affetto tramite un regalo. Il desiderio di preparare piatti perfettamente finiti e presentati è simbolo del desiderio e condivisione. 

Di seguito, il giornalista Alexander Cockburn, nel 1977, scrisse di Gastro Porn sulla New York Review Books facendo riferimento alle tendenza degli editori di fornire immagini di cibo di una perfezione irraggiungibile. In poco tempo si è passati da pietanze siliconate ai modelli spettinati ad arte, come briciole in vista o terrine sbrodolate. Un certo tipo di fotografia gastronomica che rapisce: ci trasforma in soggetti che mangiano con gli occhi, consumatori virtuali di piatti che non toccheranno mai le nostre papille. 

Nel 1979 Micheal Jacobson usò il termine Food porn contrapponendolo, invece, al cibo buono e salutare, argomentando la necessità di pensare ad un termine per connotare un cibo così clamorosamente fuori dai limiti di ciò che un alimento dovrebbe essere, da meritare di essere considerato pornografico. Food porn, infatti, evoca quell’idea di irraggiungibile che, come nella pornografia, stimola fantasie ed immaginari. 

Nasce così l'estetica del cibo come godimento in grado di stimolare un desiderio del tutto paragonabile a quello sessuale. 

Il rapporto tra uomo e cibo è una sorta di voyeurismo gastronomico costante di godimento contemplativo. 

Food porn è voyeurismo del cibo, un piacere da gustare solo con gli occhi, che il palato non riesce a cogliere e nemmeno deve. L'assaggio è negato. Sarà la mente costretta a fantasticare sulla pietanza. Il cibo dall'essere un bene primario diventa un tipo di attività, guardare il cibo è un modo per sostituire qualcosa che non ci vogliamo permettere nella vita reale. Un piatto fotografato in modo spinto è la nuova pornografia perché il cibo è il nuovo sesso, la nuova droga, l'ultimo vizio ammesso. 

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