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Gastrosofia scelte alimentari e mente


Cominciamo parlando della comunicazione subliminale, basata su messaggi inviati all'inconscio al fine di pilotare le scelte, che è legata a missive visive, olfattive o sonore, e le  grandi aziende la stanno utilizzando in vario modo.

Mc Donald’s, per incentivare la socializzazione nei suoi locali li ha arredati con i colori giallo e arancione, che favoriscono l’aggregazione.

I Magazzini Harrod’s londinesi diffondono nell’aria composti precursori della serotonina, ad effetto euforizzante. 

Alcuni supermercati francesi sugli scaffali nascondono mini-erogatori che al passaggio del cliente erogano 11.000 spruzzi aromatici ogni 8 secondi.

Le tecnologie rivoluzionarie sono in continua evoluzione e hanno applicazione in canali alternativi. 

Allo studio ci sono tecniche di “sinestesia”, ovvero l’associazione di un colore con un suono, che permetterebbero di mascherare nelle affissioni parole o frasi dietro a certi colori, visibili e captati anche a distanza e a bordo di un veicolo in movimento.

Possiamo affermare che l’acquisto e il consumo di cibo non sono determinati soltanto da gusti ed esigenze personali, ma possono essere guidati, anche in modo occulto da fattori di cui la comunicazione deve tenere conto.

In un prossimo futuro, il comparto alimentare, sospinto soprattutto dall’industria, potrebbe raddoppiare le tecniche che condizionano le scelte dei consumatori di un mercato mondiale composto da alcuni trilioni di euro.

Sono al lavoro psicologi, come quelli dell’Università della California che sono riusciti a contraffare la memoria degli individui per indurli a preferire o a disprezzare un cibo. 

La manipolazione è stata ottenuta grazie all'induzione di falsi ricordi del passato per determinare decisioni su cosa mangiare.

In degli esperimenti, tramite questionari e informazioni fasulle, lo staff dell’Università ha convinto i volontari a rinunciare a uova sode, sottaceti e gelato alla fragola perché nell’infanzia li avrebbero fatti sentire male consumandoli.

É risultato positivo pure il test nel quale i volontari, pur sgradendo inizialmente le verdure, cambiavano il parere a seguito dell’introduzione nella mente di ricordi infantili positivi verso tali cibi.

Un altro esperimento ha poi permesso di comprendere l'importanza delle reminescenze infantili sulle scelte d'acquisto di alimenti che evochino “la nonna” e la “famiglia”. Secondo gli osservatori dei trend alimentari, il consumo “arcitipico” (da archetipo e tipicità), evidenzia la passione per i valori legati ad un territorio. 

Un altro esperimento ha poi permesso di comprendere l'importanza dei ricordi infantili sulle scelte d'acquisto di alimenti che evochino “la nonna” e la “famiglia”. Secondo gli osservatori dei trend alimentari, il consumo “arcitipico” (da archetipo e tipicità), evidenzia la passione per i valori legati ad un territorio. 

La maggioranza degli intenditori, presi in esame, snobbano bottiglie griffate o famose e scelgono il “vino della memoria”, identità di persone, luoghi o momenti speciali della vita. 

Per il 74% degli italiani, il primo calice, come il primo bacio, non si scorda mai ed è in stretto rapporto con il contesto, trasformandolo in valore aggiunto.

La tendenza, confermata dai dati della Gdo (Grande Distribuzione Organizzata), è quella delle etichette con un forte legame con il territorio.

Nell’epoca degli stereotipi, come le scenette bucoliche e gli status-symbol, è però sempre valida la vecchia regola aurea della pubblicità per cui “una comunicazione non può avere successo se non è fondata su prodotti di qualità”.





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