Gastrosofia quanta acqua serve per produrre un kg di pane?

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PREFETTO AIGS Sicilia Anna MartanoFood writer e food teller. Direttore Accademico e Maestra di cucina e pasticceria de “I Monsù- Accademia Siciliana di Enogastronomia”. Svolge intensa attività divulgativa attraverso conferenze e convegni tematici.

 

Con la locuzione “impronta idrica” o “acqua virtuale”  si intende il quantitativo di acqua necessario per produrre una prefissata quantità di cibo e rappresenta, di conseguenza, la quantità virtualmente contenuta nel bene; per produrre un kg di pane si consumano 1300 litri d’acqua, per uno di manzo 15.500, uno di maiale 4.800, uno di pollo 3.900, uno di riso 3.400 e per un kg di verdura 325 litri. Nella parte fortunata del mondo, quella in cui si mangia 3 volte al giorno, ciascuno di noi consuma, in media, attraverso ciò che mangia, 2000 litri d’acqua ogni giorno, cioè mille volte di più di ciò che gli occorrerebbe per sopravvivere.  

Di fatto questo determina significativi spostamenti di risorse idriche da un paese all’altro, da un continente all’altro e si arriva al paradosso che il continente africano, in cui milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, è uno dei maggiori esportatori di acqua virtuale del mondo e l’Italia, al contrario, è uno dei paesi che maggiormente importa acqua virtuale salvo poi mettersi a posto la coscienza con le donazioni per la costruzioni di pozzi in Africa! In passato non era così; nei sistemi socio-economici tradizionali il cibo consumato era quello prodotto localmente – come dimostrato dalla scarsa presenza di carne bovina nella cucina tradizionale siciliana- con la sola eccezione di quei prodotti che, per ragioni climatiche, non potevano essere coltivati in loco, come ad esempio, il caffè, il cacao e le spezie che, non a caso, venivano definiti “coloniali”.

La globalizzazione ha modificato tutto questo e gli esperti prevedono che, nei prossimi decenni, i conflitti che scoppieranno avranno come finalità il controllo delle risorse idriche del pianeta, che sono sempre più scarse e sempre più lo saranno per effetto dei cambiamenti climatici che non riusciamo ancora a contrastare.  Tutto questo non è sostenibile, non più. Noi che fortunatamente mangiamo quotidianamente a colazione, pranzo e cena, dobbiamo diventare consapevoli che le nostre scelte a tavola hanno ricadute sul sistema globale; un chilogrammo di pollo non è meno nutriente di un equivalente quantità di manzo, consumare più legumi può solo fare bene alla nostra salute e al nostro colesterolo spesso in eccesso, consumare frutta e verdura locali e di stagione ci fa risparmiare e ci garantisce prodotti più gustosi. Insomma i nostri comportamenti possono davvero fare la differenza. Parafrasando il Mahatma Gandhi, noi possiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

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