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Gastrosofia pesce azzurro una grande risorsa


Questa è una categoria di pesce già conosciuta e pescata sin dall’antichità dalle popolazioni riviaresche del mare Mediterraneo.
Anche se non esiste una vera e propria classificazione di carattere scientifico, il pesce azzurro ha piccole dimensioni e deve il proprio appellativo alla caratteristica colorazione: parte dorsale di tonalità blu con il ventre argenteo brillante. I pesci azzurri più comuni si somigliano anche per le abitudini di vita e comportamento, in quanto si riuniscono in branchi più o meno numerosi per compiere spesso lunghi spostamenti.
Nei nostri mari le varietà più pescate sono sarde, acciughe (alici), e sgombri.
Tendono ad essere spesso accomunate in questa categoria anche specie ittiche dal colore azzurro come tonno, pesce spada e palamita, che per dimensione, forma, tipo di carne e proprietà nutritive non hanno niente in comune con quelli sopra elencati.
Il pesce azzurro è una grande risorsa alimentare e gastronomica, forse ingiustamente sottovalutata dai consumatori. Cibo dei pescatori e della gente povera di un tempo, si è guadagnato l’ingiusta classificazione di pesce di bassa qualità, lasciando spazio a specie ritenute più pregiate. Causa di ciò è sicuramente la relativa abbondanza del pescato, presente nei mercati nazionali pressoché in ogni stagione, fatto questo che porta ad un prezzo finale decisamente contenuto rispetto ad altre qualità, più rare e quindi più costose.
Viene poi ritenuto un tipo di pesce grasso e poco digeribile; in realtà, studi medici approfonditi hanno dimostrato che il consumo di pesce azzurro è raccomandato quale alternativa a cibi proteici come formaggi, uova o carne, in quanto proprio la presenza di tali grassi rappresenta un adeguato apporto di proteine di alta qualità.
A causa delle proprietà che lo contraddistinguono il pesce azzurro, una volta pescato, è soggetto ad un veloce deterioramento e, pertanto, è necessario procedere ad una sua adeguata conservazione.
Sin dall’antichità sono stati escogitati vari metodi per garantirne la disponibilità anche dopo molto tempo dalla cattura; si usa infatti preservarlo sott’olio, sotto sale ed anche in pasta, metodi questi oggi utilizzati prevalentemente dalle industrie conserviere.
Il pesce azzurro fresco può essere cucinato in un’infinità di modi: alla griglia, al vapore, al forno, fritto, in tegame e può essere mangiato crudo. Molto prelibati sono considerati i filetti ricavati dalla separazione della pelle e della lisca centrale, lavati in acqua salata e conditi con il solo limone.
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