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Gastrosofia prima colazione sana e nutriente


“Il buon giorno si vede dal mattino” o “il mattino ha l’oro in bocca” sono due detti popolari tra i più conosciuti. Ma qual’è la colazione più adatta ad aprire una giornata?

Ognuno ha le sue preferenze: in casa o al bar, in piedi o seduti, veloce o lenta, dolce o salata. Quella che preferisco è sicuramente la colazione slow consumata a casa, legata al ricordo della voce di mia nonna che, mentre l’aroma del caffè d’orzo arrivava in camera dalla cucina, ripeteva “sbrigatevi che il caffelatte si fredda…”.

Ma diamo uno sguardo indietro nel tempo.

Presso ogni civiltà il cibo mangiato dopo le prime luci dell’alba è sempre stato preparato in modo vario. In base al ceto di appartenenza si potevano assumere sia alimenti appositamente cucinati che gli avanzi del giorno prima: pane e formaggio - uova, latte e miele - biscotti intinti nel vino - carne e frutta.

È stato solo dai primi decenni dal Novecento, che caffè e latte con pane e gallette (prima fra i militari poi in tutta la popolazione) hanno unificato gli usi della nostra penisola, lasciando alla tradizione locale la preparazione dei dolci da inzuppare nelle bevande.

Il boom economico degli anni ’60, accompagnato dal turismo di massa, ha poi integrato il breakfast italiano con elementi anglosassoni come the, yogurt, cereali, uova, salumi, formaggi, frutta fresca e spremute.

Oggi ad una ricca prima colazione i più preferiscono un veloce “pit stop” al bar per il cornetto con cappuccino o caffè espresso (lungo, ristretto, macchiato). Le scarse quantità e qualità di questo primo “pasto” sarebbero però colpevoli della svogliatezza e disattenzione che i giovani manifestano a scuola, e del languore di stomaco che spinge molti a mangiare gli snack. 

Basandomi su queste premesse, vorrei perciò auspicare il recupero e la diffusione di una prima colazione nutriente, meglio se fatta seduti e a casa (risparmiare da 3 a 6 € euro al giorno non fa male al portafoglio). A chi controbatte di non avere abbastanza tempo, rispondo che sopportare il piccolo sforzo di mettere la sveglia 10 minuti prima del solito, può far guadagnare un “premio” ricco di benessere ed energia vitale.

Se poi è difficile applicare quotidianamente questo rito, proporrei di metterlo in scena almeno alla domenica, imbandendo la tavola con una bella tazza di caffèlatte, frutta di stagione, marmellate, burro, yogurt e dolci fatti in casa (ciambelloni, crostate e biscotti). Volendo aggiungere un elemento virtuoso vi invito anche a riciclare il pane raffermo; sarà con questo alimento, fatto a pezzi, messo in una tazza a strati alterni con zucchero, infine bagnato di abbondantemente caffè d’orzo, che potrete assaporare una vera golosità della cucina del recupero.

P.S. La colazione appena descritta rappresenterà un gesto d’amore e una coccola che regalerete a voi e ai vostri cari.

 

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