NOTIZIE gastrosofia


Categoria: gastrosofia

Gastrosofia la cucina come macchina del tempo


Testo di Stefano Buso - Comunicatore ASA press - Ambasciatore dell’Accademia Italiana Gastronomia Storica

 

Viaggi nel tempo, escursioni nell’iperspazio e altri avventati paradossi punzecchiano la fantasia collettiva evocando scenografie degne della migliore narrazione fantascientifica! Da decenni, improbabili “capriole” nei secoli sono protagoniste di letteratura, rappresentazioni e film – a tal punto che appaiono quasi un evento probabile!

In effetti, almeno in parte, una certa connessione con la realtà sussiste; ad esempio in gastronomia, quando portare indietro le lancette dell’orologio, significa ritrovare manicaretti dimenticati da un bel po’. In questo caso la spasmodica ricerca di un piatto obsoleto – oltre a essere una scorribanda allettante – diventa un pretesto per “traghettare” nel presente ricette o tecniche culinarie del bel tempo che fu.

Ovviamente il tutto ha una sequenza scrupolosa: prima la ricerca storica della prelibatezza, poi l’assimilazione del modus operandi per confezionarla, subito dopo l’esecuzione secondo gli inflessibili precetti tramandati. Ragion per cui, quanto appena particolareggiato – non è forse un impavido cammino nel tempo? La scelta degli ingredienti e il ripristino verosimile della ricetta, altro non sono che un excursus temporale che fa uno “sberleffo” alla razionalità!

Inoltre, in questo cercare a ritroso, non sono riportate nell’attuale solo le fattezze culinarie del “bocconcino” ma anche altre connotazioni relative all’ambiente dove ha preso le mosse. Ad esempio, le mode e i costumi di allora – in compagnia di tutte le assonanze socio-culturali che fanno capo a quell’epoca – così avulsa da quella odierna ma parimenti così… lusinghiera. Una rotta irresistibile attraverso i secoli per “rianimare” le sfiziose gradazioni che hanno reso appetitosa la ricetta, e oggi, di nuovo, assumono profilo e ammirazione.

In tutto ciò consiste il tragitto temporale culinario – vale a dire nella ricostruzione plausibile di una leccornia non più in auge che si materializza ex novo grazie alla caparbietà di accaniti appassionati. Davvero una percezione sui generis quella di gustare un petto d’oca speziato frutto dell’ideazione culinaria di qualche scalco rinascimentale e adesso – incredibilmente – reso tale e quale a quello originale.

Nulla offre più chance della gastronomia storica, e cioè disseppellire ghiottonerie tradizionali rammentandole ai palati moderni! Un effetto euforizzante percorribile grazie alla intrinseca duttilità di cibarie e ingredienti. E così, accalappiando le identiche reminescenze sensoriali che esaltavano la portata illo tempore, la nostra avventura mangereccia nei secoli è cosa avverabile.

La macchina del tempo in gastronomia non è un astruso marchingegno pregno di diavolerie e soluzioni tecnologiche come, talvolta, l’iconografia cinematografica ci ha rappresentato. In realtà, la tecnologia lascia il posto a curiosità, ostinazione e criterio – quali strumenti intelligenti, che consentono di svolazzare verso dottrine culinarie remote e riconsegnare agli uomini del nostro tempo fragranze e prerogative gustative forse temporaneamente dormienti ma mai del tutto dissolte.





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria