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Gastrosofia il cibo giusto è integrale?


Esiste il cibo giusto? La giustizia per il cibo richiama non solo quella sociale per chi produce, spesso calpestata, ma anche il diritto a fruire del cibo e rispetto dell'ambiente ovvero delle risorse naturali. Il cibo giusto non si ferma solo nella sfera della giustizia: la bilancia della stessa richiama anche la quantità. Deve essere giusta, nel senso di quanto basta, né di più né di meno. Comunque sufficiente. Poi basta togliere una vocale e il giusto diventa gusto. Non c'è gusto senza giustizia: vale per il cibo, vale per tutto. 

Parlando di cibo giusto integrale non lo intendiamo necessariamente solo nel senso di non raffinato (è l'alimento che conserva tutti i suoi caratteri costitutivi). Ma nel senso riferito all'integralismo alimentare, che tanto successo ha avuto negli ultimi tempi dell'era digitale. Internet è diventata la fonte inesauribile da cui abbeverarsi e letteralmente mangiare. Così si potrebbero spiegare le nuove «tribù alimentari»: vegani, macrobiotici, crudisti, sushisti, no gluten, fruttivori, localivori e avanti così - tutto, ma proprio di tutto fuorché onnivori. Del resto essere onnivori è proprio un bel dilemma perché le possibilità di scelta sono molte (il che ci angoscia), come ci ha ricorda Michael Pollan nel suo famoso saggio.





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