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Gastrosofia e gusti artefatti


Testo di Giorgio Orizio Questore AIGS Novara - Sous chef cuoco e gastronomo "itinerante". Laureato in Economia, promozione e gestione del Turismo. Appassionato di Storia e Cultura gastronomica

 

Le teorie classiche della sociologia della comunicazione contemporanea identificano i mutamenti generazionali grazie allo studio della simbologia impressa nel consumatore moderno dai "new media", che oltrepassando ogni confine spazio temporale influenzano le scelte. L'interazione mediatica del consumatore moderno influenza il suo pensiero.

L'informazione o disinformazione  possono condizionare in modo più o meno radicato gruppi sociali di diversa estrazione economica, distanziandosi radicalmente dalla metodica del passato, dove i gruppi sociali cercavano di differenziare al proprio interno interessi e cultura definendo la loro appartenenza sociale.

L'appeal gastronomico di nuova generazione è costruito a tavolino, come fosse un enorme laboratorio alchemico di prodotti primari, aromi, essenze e coloranti. Non ci si accontenta più di sedare il semplice istinto nutrizionale e fisiologico dell'uomo, ma si tenta di governare le scelte alimentari definendo parametri di accettabilità e criteri di scelta. Essi modulano a piacimento i gusti del neo consumatore, definendo una marcata linea di confine con il passato, dove era l'uomo a scegliere il nutrimento in base al proprio status socio-economico e secondo criteri di disponibilità stagionale e territoriale. Ciò non avviene ai nostri giorni, dove è la preparazione gastronomica industriale condiziona le scelte commerciali del consumatore, determinando chi ha diritto alla sussistenza nutrizionale, eludendo di fatto il blasonato concetto di solidarietà e sostenibilità.

La distruzione continua dell'interazione uomo/natura implica una mala gestione delle risorse ed un aumento della scarsità delle stesse a discapito delle future generazioni. L'equilibrio socio economico locale e gli ecosistemi ambientali dovrebbero essere mantenuti e tutelati sia dalle istituzioni politiche e amministrative, sia dalle comunità locali, che con la loro influenza possono giocare un ruolo primario di sentinella per il futuro alimentare.





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