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Gastrosofia finalitÓ del gastrosofo di Alex Revelli Sorini


Finalità del Gastrosofo

E' la ricerca della conoscenza del piacere del cibo per mente e corpo, grazie ad un'approccio multidisciplinare e multisensoriale.

Quando diciamo di un vino o di un alimento: "non lo apprezzo" o "non so apprezzarlo" a cosa ci riferiamo? Solo molto raramente a difetti o malattie dei nostri organi di senso  (raffreddore, mal di gola ecc.), nella maggior parte dei casi, intendiamo che non abbiamo gli strumenti per apprezzarlo, non abbiamo le conoscenze per valutarlo. 

Nell'appagamento del gusto entrano in gioco oltre ad elementi fisiologici (papille gustative, mucose olfattive, organi) anche le scienze più diverse (storia, nutrizione, geografia, antropologia, sociologia, estetica, psicologia e comunicazione).

Appare dunque necessario affermare subito l'importanza della formazione: se una parte della sensorialità è governata da leggi biofisiche e chimiche, un'altra parte cresce in relazione alla cultura del cibo assaggiato. 

Educarsi ai sensi significa dare valore alla propria “tradizione”, ma significa anche aprirsi al nuovo. Il gastrosofo ha nella curiosità per i cibi di ogni paese una delle sue caratteristiche portanti.

Attenzione però, questa disciplina non ritiene interessante solo l'aspetto della degustazione e del piacere sensoriale cosiddetto “colto" e ricercato”, ma considera importante anche il gusto "medio" e “ordinario”.

Per esempio, il vino può essere "goduto" in quanto dissetante o inebriante e in quanto carico di sfumature aromatiche e sensoriali; tra queste due modalità estreme vi è poi tutta una serie di valutazioni intermedie.

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