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Gastrosofia traformazioni alimentari dal pasto all'apericena


Il contesto come premessa lo conosciamo, ed è comune ad altre tendenze del mondo food e più in generale ai cambiamenti della società dei consumi: riduzione del tempo a disposizione per cucinare VS aumento del tempo trascorso al posto di lavoro, individualizzazione dei consumi in seguito al crollo della "famiglia" come unità di acquisto, maggiore attenzione alla qualità e ai prezzi dei prodotti, propensione verso il salutismo.
C'è il parziale abbandono della tradizione borghese italiana del mangiare in famiglia a tavola con tovaglia, sostituita dall'appoggiarsi a un banco, e dall'assaggiare più che dallo sfamarsi.
C'è la de-sacralizzazione di una formula sempre uguale a se stessa, per ri-sacralizzare nuovi format quali apericena, alI you can eat, giro-pizza, tapas e sushi bar.
C'è libertà e prezzo, ossia avere una maggiore possibilità e facilità di scelta all'interno di un prezzo predefinito. Davanti a un buffet o ad un nastro sushi non si ha bisogno di un menù, si sceglie quello che si vuole e si mangia sapendo quanto si spenderà (esattamente il contrario del concetto di ristorazione tradizionale).
I nuovi pasti parlano al singolo come al gruppo, in passato il settore food ha sempre avuto come target di riferimento privilegiato la famiglia o la coppia romantica, già i gruppi di amici o di colleghi erano una tipologia di clientela "pericolosa" (rumorosa e con poco potere di spesa) e comunque relegata a format specializzati.
Il "nuovo pasto" è una formula consumabile da tutti, anzi si può partecipare, come negli apericena, anche senza consumare nulla divertendosi lo stesso.
Insomma unendo semplicità a costo certo e contenuto, i nuovi pasti ampliano la base di consumo del food tradizionale ed i giovani ne sono grandi fruitori: nessun cameriere saccente e nessuna barriera psicologica nella scelta.





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