NOTIZIE gastrosofia


Categoria: gastrosofia

Gastrosofia cucinare con i figli


Testo di Erika Arena - D.ssa in Scienze dell'alimentazione e gastronomia presso Università San Raffaele Roma - Facoltà di Agraria

 

Un'opportunità di formazione, un'esperienza sensoriale, il trasmettere tradizioni, cultura, conoscenza, scoperte, tutto questo è il cucinare con i figli.

In una quotidianità in cui cresce la disponibilità di cibi pronti al consumo ed il tempo dei pasti consumati in famiglia diminuisce, acquista ancora più valore trasformare insieme gli alimenti per creare e poi condividere piatti appetitosi attorno alla propria tavola; in questo modo vanno a crearsi le memorie legate alle percezioni sensoriali, emozionali acquisite tramite i gesti compiuti.

In alcuni paesi, come in Francia e  Finlandia ad esempio (in quest'ultima, da oltre trenta anni anche l'economia domestica fa parte del programma della scuola dell'obbligo per studenti dai 13 ai 15 anni) in cui le patologie legate all'alimentazione sono molteplici, le autorità sanitarie hanno inserito nei programmi scolastici, lezioni di cucina con l'intento di incentivare le famiglie a cucinare insieme, con l'obiettivo quindi di sviluppare corrette ed equilibrate abitudini alimentari; in Italia è di quest'anno la proposta dei cuochi italiani derivata dal Congresso Nazionale degli Chef Euro Toques, di inserire l'educazione alimentare sin dalle scuole elementari per consentire a bambini e ragazzi di apprendere i principi di una corretta alimentazione.

Manipolare il cibo con i bambini deve esser fatto con impegno e costanza nella quotidianità, seppur in modo semplice; basta affidare piccoli compiti ogni giorno come fargli assaggiare ciò che si prepara per loro, permettergli di condire e mescolare tramite nostre indicazioni e far loro impiattare decorando con verdure crude o frutta, facendogli esprimere i loro gusti e la loro creatività.

Esistono addirittura in commercio dei curiosi kit studiati per mettere nel piatto  le verdure in modo divertente o dei stampi appositi da mettere in padella per dare forma anche ad un uovo al tegamino.

Quando il tempo a disposizione è maggiore, ci si può impegnare in preparazioni più lunghe e realizzare magari dolci fatti in casa destinati ad esser consumati per la prima colazione o lo spuntino pomeridiano oppure altre ricette più impegnative per un menù di festa. Bisogna creare il desiderio di aiutare per favorire l'apprendimento tramite esperienze piacevoli, non obbligandoli ed impegnandoli controvoglia, ma al contrario affinché sia un momento voluto, cercato, gradevole e speciale.

Nello specifico, pratico, di una cucina che possa esser adeguata e a misura di bambino, è opportuno avere uno spazio consono ed ordinato per controllare i piccoli cuochi e le operazioni che andranno a svolgere e dare invece un giusto piano di lavoro ai ragazzi. 

Gli ingredienti dovranno essere a loro portata di mano così come gli strumenti che andranno spiegati nelle loro funzioni in modo da esser utilizzati correttamente e senza rischio.

Le esperienze vanno sicuramente organizzate e progettate in base all'età e alle capacità acquisite; sin da piccolissimi si può comunque in qualche modo coinvolgerli nella preparazione dei cibi.

Il seggiolone dei più piccoli infatti può esser posto vicino alla cucina per mostrare i compiti che stiamo svolgendo; il bambino non si sentirà certo solo, ma curioso di vedere i colori che lo circondano, di annusare quei profumi aromatici e poi assaporare la sua pappa. 

Dai 4 anni circa, potranno diventare aspiranti piccoli chef lavando, pulendo, assaggiando, “pasticciando”, pesando, impastando, mescolando e tanto altro adeguato a loro; dovrà esser incentivato inoltre l'uso delle loro manine piuttosto che degli utensili quando possibile, per meglio compiere esperienze sensoriali. 

Dai 6 anni potranno essere lasciati svolgere in prima persona le ricette, semplicemente guidandoli e alternandosi a loro quando strettamente necessario.

Importante è come già detto, rendere speciale questi gesti di preparazione, rendendo il momento magico, speciale; sarà inoltre consigliabile mostrare bene gli ingredienti prima di trasformarli, per spiegarli e farli riconoscere, così come successivamente spiegare la ricetta e rispondere ad eventuali domande e curiosità. 

Si potrà poi valutare tutti insieme con l'assaggio i risultati ottenuti che molto spesso risulteranno essere maggiormente apprezzati rispetto a quando sono gli adulti da soli a prepararli. 

Si può suggerire di migliorare laddove qualcosa non sia proprio come ci si aspettava, attribuire un nome alla ricetta qualora sia di fantasia, creare un quaderno di “cucina di famiglia”, da sfogliare ogni tanto con piacere per ripetere insieme quelle pietanze risultate di maggior gradimento.

Leggi 7 consigli per far mangiare verdure





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria