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Gastrosofia buoni propositi: una mela al giorno...


Testo di Susanna Cutini

“Donna, tu partorirai con gran dolore, uomo, tu lavorerai con gran sudore...”.
Questa frase biblica venne enunciata da Dio, sembra, per colpa di una mela, il frutto proibito colto da Adamo ed Eva dall’albero della conoscenza del giardino dell’Eden.
Per questo motivo il pomo doveva essere identificato negativamente dal genere umano? E invece no, ne abbiamo fatto un protagonista, oltre che della tavola, anche della mitologia.
È una mela il dono simbolo di fecondità che la Grande Madre terra offrì come dono nuziale ad Era.
Sono delle mele i frutti che Ercole rubò dall’albero di Zeus per superare una delle sue prove di fatica.
È una mela il "pomo della discordia", dove venne incisa la scritta "alla più bella", che scatenò la contesa tra Giunone, Minerva e Venere che portò alla guerra di Troia.
È una mela, il frutto dal quale le giovani ragazze ricavavano maschere di bellezza fatte in casa, per rinnovare, addolcire ed esfoliare la pelle.
È ancora una mela l’alimento mangiato dai novelli sposi, fino agli anni ‘50, come auspicio di fertilità prima di entrare nel talamo nuziale. A conferma di quest’ultima qualità, la mia adorata nonna Concetta mi raccontava che il nonno le aveva chiesto di fidanzarsi offrendogli una mela caramellata, la famosa “mela di pippo”.
Insomma questo piccolo frutto sferico, generato dall’albero più coltivato nel mondo, ha da sempre una popolarità eccezionale.
Bontà, facilità di trasporto e conservazione, uniti alle indubbie qualità salutistiche, ne fanno un perfetto cibo di “emergenza” adatto come colazione, spuntino o fine pasto.
Sappiamo scientificamente che è molto nutriente (ricco di zuccheri, vitamine e sali minerali), aiuta a controllare il tasso di colesterolo, il buon funzionamento dell’intestino, la diuresi e risulta utile negli stati di affaticamento fisico.
Sotto l’aspetto puramente gastronomico aggiungiamo che le mele sono ottime sia naturali che cucinate, ideali per ricette dolci o salate.
In questo periodo dell’anno nella nostra area si sta raccogliendo un vero gioiello della natura: la mela rugginosa della Valdichiana. Se potete cercate di regalarvi un cosi detto “lusso democratico”, deliziandovi con il suo profumo e la sua polpa croccante-succosa. Questo frutto non sarà bellissimo e lucidissimo come altri, avendo buccia di colore giallo punteggiata da una rugginosità più o meno diffusa, ma è senz’altro un giacimento gastronomico locale frutto di passione e amore per la terra e le tradizioni.
P.S. Vorrei ricordare che le precedenti generazioni, come segno di ospitalità agli amici arrivati inattesi a casa, non offrivano merendine o dolcetti industriali dall’involucro multi colorato, ma presentavano sulla tavola una fruttiera ricolma di mele rugginose.
La nonna tagliava ogni frutto ricavando un'unica lunga striscia di buccia, e mentre gli adulti mangiavano gli spicchi imbevuti nel vinello, noi piccini giocavamo con quegli scarti a ricostruire mele vuote.

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