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Gastrosofia buongusto cos'è, vantaggi e preclusioni


Cos'è il buongusto 

Abbiamo scorso i dizionari alla parola buongusto e non siamo rimasti molto soddisfatti di quello che vi abbiamo trovato. 

C'è spesso confusione fra il buongusto propriamente detto e la ghiottoneria e la voracità; definiamolo dunque e intendiamoci. 

Il buongusto è una preferenza appassionata, ragionata e abituale per gli oggetti che lusingano il gusto. Il buongusto è nemico degli eccessi: ogni uomo che fa indigestione e si ubriaca merita l'esclusione. 

Da qualunque lato lo si consideri, il buongusto non merita che lode e incoraggiamento:

-dal lato fisico, è il risultato e la prova della condizione sana e perfetta degli organi della nutrizione;

-dal lato morale, è l'implicita obbedienza agli ordini del Creatore che, avendoci comandato di mangiare per vivere, ci invita a ciò per mezzo dell'appetito, ci sostiene con il sapore e ce ne ricompensa con il piacere. 

 

Vantaggi del buongusto 

Nei riguardi dell'economia politica il buongusto è il tratto comune che unisce i popoli per mezzo dello scambio reciproco degli alimenti che servono al consumo giornaliero. 

Esso fa viaggiare dall'uno all'altro polo i vini, le acqueviti, gli zuccheri, le droghe, le conserve, i salumi, le provviste d'ogni genere e perfino le uova e i meloni. 

Esso dà un prezzo proporzionato alle cose, a seconda che siano mediocri, buone o eccellenti, sia che derivino dal mondo naturale che dall'arte culinaria. 

Esso sostiene la speranza e l'emulazione di una folla di pescatori, cacciatori, orticoltori e altri che riempiono giornalmente le dispense con il prodotto del loro lavoro e delle loro scoperte. 

Esso finalmente dà da vivere alla moltitudine industriosa dei cuochi, pasticcieri, panificatori, confettieri e altri artigiani i quali, a loro volta, impiegano per l'opera loro altri collaboratori di ogni genere, cosa che produce in ogni luogo, in ogni tempo e continuamente, una circolazione di denaro e di prosperità. 

 

Preclusioni per il buongusto

Vi sono individui ai quali la natura ha negato una finezza di organi o una forza d'osservazione senza le quali anche i cibi più succulenti passano inavvertiti. Due possono essere le cause.

La prima, studiata dalla fisiologia, mostra che l'apparato gustativo (bocca e naso) degli sfortunati è poco provvista delle terminazioni nervose destinate a inalare e apprezzare i sapori. Essi sono, rispetto ai sapori, quello che sono i ciechi rispetto alla luce. 

La seconda causa è da attribuirsi alla distrazione, al disinteresse, al chiacchiericcio e all'occuparsi di altre cose mentre si mangia.

 





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