NOTIZIE gastrosofia


Categoria: gastrosofia

Gastrosofia borsa della spesa e territorio


Editoriale di Alex Revelli Sorini direttore Accademia Italiana di Gastronomia Storica pubblicato su A Tavola - il mensile della grande cucina italiana

 

Il consumismo alimentare esotico e i relativi eccessi rappresentano un’epoca che potremmo dichiarare finita. La tendenza attuale è di sobrietà. Sobrietà fatta di maggiore attenzione al prezzo ma senza abbandonare i requisiti della qualità.

Si scopre così, in quasi tutte le indagini sui consumi alimentari, che noi italiani al contrario di altri popoli europei abbiniamo al concetto di qualità quello di territorio.

Ma questo come si spiega? 

Con il sapere che l'Italia possiede un patrimonio di sapori sani e rintracciabili? Con la coscienza che le nostre "miniere gastronomiche" sono spesso meta turistica? Con la consapevolezza che le specialità alimentari italiane hanno la stessa valenza delle opere d'arte? Con le statistiche commerciali secondo le quali il nostro paese è primo in Europa per la produzione e l'esportazione di prodotti DOP e IGP? Con le ricerche che evidenziano come la ristorazione made in Italy sia riconosciuta a livello mondiale grazie ai suoi piatti “rintracciabili”?

Quante domande! Quante opzioni! Ma siamo sicuri che abbiamo incluso tutti i pregi che possono spiegare il perché scegliamo di acquistare un cibo legato al nostro territorio? No, pensiamo di aver dimenticato qualcosa. 

Crediamo che nella maggioranza di noi ci siano due fattori che potremmo chiamare “il buono e il bello”. 

Forse quando scegliamo i prodotti del nostro territorio ci sentiamo in dovere di prenderci cura della terra e della nostra salute. I prati, i boschi, le foreste, gli orti lavorati costituiscono la “grande madre” indispensabile sia a chi sta in città che in campagna. Un luogo bello offre il buono: può essere un campo lavorato, un pascolo di animali, un orticello dove si coltivano i peperoncini, un mercato locale dove si vendono verdure e frutti.

Forse sono anche questi gli elementi che entrano automaticamente nella nostra borsa della spesa quando scegliamo prodotti legati al territorio. Attraverso il cibo abbiamo l’opportunità di generare con continuità il buono e il bello, affinché ci circondino sempre e ne possano godere pure le future generazioni. Bellezza e bontà non sono un’opzione, non sono un lusso, e non sono antitetiche al progresso umano. Oggi dobbiamo ribadire che la bellezza e la bontà sono indispensabili per il benessere, che sono sinonimi di civiltà e di reale progresso. La bellezza del paesaggio è la prova più immediata che offre un territorio capace di far nascere il buono da mangiare, in equilibrio tra attività umane e rigoglio naturale. 

Insomma, il cibo proveniente dai nostri territori è un generatore di bellezza e bontà che anche noi, grazie alla borsa della spesa, contribuiamo a conservare.

 

@alexrevelli 

Bellezza e bontà raggiungono il limite dell'infinito - San Tommaso d'Aquino.





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria