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Gastrosofia e agricoltura biodinamica


Testo di Lorenzo Vespa. Dottore in Scienze dell'alimentazione e gastronomia presso Università San Raffaele Roma - Facoltà di Agraria

 

E’ così, pochi conoscono il significato di questo termine – “biodinamico”. Personalmente appurato tramite un mini sondaggio “casalingo” (condominio – compagnia di amici – conoscenti e pochi altri incontrati casualmente) meno di una persona su tre sa cosa si intende per agricoltura biodinamica. Da qui l’iniziativa di provare a sintetizzare i principi su cui si fonda tale tecnica.

Intorno agli anni ‘20 alcuni agronomi cominciarono a interrogarsi sulle conseguenze ambientali dell’agricoltura convenzionale, che proprio in quegli anni aveva visto il rapido sviluppo dell’uso di concimi chimici. Le ricerche di un agronomo inglese Sir Albert Howard, dimostrarono l’importanza degli effetti positivi della sostanza organica da introdurre in alternativa ai concimi chimici. Nello stesso periodo, in otto conferenze tenute a Koberwitz (Polonia) il filosofo Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia proponeva le basi di un nuovo modo di fare agricoltura, basato sull’abbinamento del sapere scientifico con l’osservazione spirituale della natura. 

Nacque così la “Biodinamica”.

Si iniziò ad instaurare nelle menti dei contadini una concezione “olistica” dell’azienda agricola, dove quest’ultima si trova in stretta collaborazione e relazione con l’ambiente esterno circostante, con la Terra intera ed infine con il cosmo. Il concetto base dell’olismo è che nulla è solo ma tutto è interconnesso tramite relazioni che vanno oltre agli aspetti fisico-chimici. In agricoltura biodinamica questa concezione pone l’attenzione su tutti i sistemi di relazioni viventi in quanto la pianta stessa è un organismo vivente come il rapporto humus-terreno, come il pianeta Terra e il sistema planetario.

Accrescere e mantenere la fertilità del terreno, migliorare le attività delle sementi e produrre alimenti che rafforzino il metabolismo umano in modo tale che lo sviluppo fisico e spirituale avvenga in modo sano e armonioso; questi sono gli scopi principali dell’agricoltura biodinamica. Affinché tutto ciò si verifichi, l’agricoltore biodinamico si avvale di determinati strumenti come le rotazioni agricole che sfruttano meno il terreno rispetto alle monocolture mantenendolo sempre fertile, il calendario lunare e planetario per le semine e per le operazioni culturali, compostaggio in cumuli o di superficie, lavorazioni non distruttive del terreno e concimazione attraverso compost e preparati biodinamici (come cornoletame e corno silice). L’obiettivo finale dell’agricoltore biodinamico è quello di produrre alimenti che abbiano la massima qualità e vitalità in modo da poter contribuire allo sviluppo fisico e spirituale dell’uomo nel rispetto dell’ambiente e degli esseri viventi che ne fanno parte. 

Tutti i prodotti biodinamici devono anche essere certificati secondo le linee guida dell’agricoltura biologica, oltre che possedere una certificazione ad hoc, secondo lo standard “demeter”. I prodotti biodinamici offrono quindi una duplice tutela per i consumatori in quanto sono controllati sia dagli Organismi di Controllo per il biologico e che dalla Demeter Italia.

Video esplorando Panzano Chianti agricoltura biodinamica





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