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Torta nuziale simbolo d'unione


Nei matrimoni delle civiltà antiche mediterranee, quale simbolo di prosperità si gettavano addosso alla sposa dei chicchi di frumento. Intorno al cento a.C. i fornai Romani arricchirono questa consuetudine, utilizzando il frumento nuziale per cuocere dolcetti di miele e frutta. Secondo Lucrezio (poeta e filosofo romano), si diffuse la consuetudine del “confarreatio” (mangiare insieme), rito durante il quale alcuni dolcetti venivano prima sbriciolati sul capo della sposa e poi mangiati dai coniugi come auspicio d’abbondanza. Questa tradizione di mangiare le briciole dei dolci nuziali si diffuse con l’Impero Romano in tutta l’Europa occidentale.
Nel primo Medioevo il rito del dolce nuziale variò, alla sposa si lanciava del frumento grezzo o del riso, e i dolci decorati diventarono semplici biscotti di farina d’orzo o di grano portati in dono dagli invitati. Se questo accadeva nei matrimoni “comuni”, in quelli eccellenti l’invenzione di nuove pietanze (torrone - tagliatelle) , rappresentava il modo di festeggiare degnamente una coppia.
La torta nuziale, come costruzione architettonica trionfale, si sarebbe sviluppata presso le classi benestanti dal XVII sec. L’usanza di ammucchiare i biscotti e i pasticcini portati dagli invitati per formare un cumulo, alla cui altezza corrispondeva la futura prosperità dei coniugi, secondo una credenza si sarebbe trasformata da “montagna” sgraziata in un dolce glassato a piani, dopo la metà del ‘600 ad opera di un cuoco francese.
I canoni simbolici dell’odierna torta di matrimonio, sono nati invece alla fine dell’Ottocento nei paesi anglosassoni. La forma circolare, rappresenta la protezione celeste evocata sugli sposi, così come l’anello simboleggia una promessa senza fine. Le alzate che sorreggono i vari piani, o gli strati che si sovrappongono l’uno all’altro, sono una sorta di scala della vita coniugale, dove gli sposi affrontano insieme un cammino fatto di gioie e difficoltà. I cigni, in genere posti sulla sommità, identificano il legame monogamico. La torta nuziale, portata intera davanti ai festeggiati, dovrebbe avere il primo taglio iniziato dallo sposo (con la mano di lei posata sulla sua) e terminato dalla sposa. Poi la moglie dovrebbe servire il dolce al neo-marito, alla suocera, alla mamma, al suocero, al padre e ai testimoni, simboleggiando così l’acquisizione del ruolo di padrona della nuova famiglia.
In Italia fino alla prima metà del ‘900 la tradizione della torta nuziale non ha destato grandi consensi, perché i matrimoni più “in” dell’epoca (quelli regali o di alta rappresentanza) terminavano con un semplice dessert. Ma dagli anni cinquanta questo tipo di dolce è diventato “il simbolo” dei festeggiamenti d’ogni classe sociale.
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