Dolci tradizionali Sardegna

Categoria: dolci

I dolci sardi sono essenzialmente confezionati, farina e uova a parte, su una terna di ingredienti: la ricotta, specie quella di pecora; le mandorle, di produzione diffusa e pregiata; il miele, in una varietà di essenze che vanno dalla macchia mediterranea ai boschi del Gennargentu.
Le combinazioni possono essere diverse e chiamare in causa le arance e i limoni, l’uva passa o il vino cotto. La matrice dolciaria isolana è così compatta nella sua aderenza alla tradizione rurale, che anche le città non hanno sentito il bisogno di distinguersi con impennate d’estro.
Fra le specialità sarde segnaliamo: Seadas o Sebadas, Copulettas o Copuleta, Corikeddos o Cuoricini (biscotti ripieni di miele e mandorle a forma di cuore, tradizionale omaggio alla sposa da parte della suocera, fatto con nove grandi “coros” circondati da tanti cuoricini, sempre in numero dispari e in quantità rapportata al prestigio della famiglia), Culingiones dolci (ravioli fritti carnevaleschi farciti di miele di forma quadrata), Frisjoli longhi (dolci di carnevale lunghi anche due metri fatti con pasta fritta), S’aranzada (tagliato in piccoli rombi fatto con arance, mandorle, miele, considerato indispensabile nelle grandi occasioni, brevettato nel 1886 e pluripremiato), Sos pinos (dolcetti fritti a forma variabile, preparati in occasione delle nozze, il cui nome deriva dalla forma, simile al pinolo, che la pasta assume durante la lavorazione), e Sospiri di Ozieri o Suspiros (fra i più antichi dolci sardi, rotondi e molto piccoli, contenenti mandorle, miele, limone, e glassati in superficie).
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