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Categoria: dolci

Storia della torta mimosa


Testo di Giuliana Lomazzi Console AIGS Slovenia

Giornalista autrice di numerose pubblicazioni e del blog Cucina tra le righe 

 

La torta mimosa, diventata il dolce tipico della Giornata della donna per l'8 marzo, ha una storia relativamente breve alle spalle.

Prima di tutto partiamo però dalla mimosa, il fiore simbolo di questa festa nata nel 1911 negli Stati Uniti e celebrata in Italia per la prima volta nel 1922. La scelta fu effettuata nel 1946, quando Teresa Masi, dirigente dell'Unione Donne Italiane, scrisse a Pietro Longo: "Scegliamo un fiore povero, facile da trovare nelle campagne" (oggi altro che fiore povero!).

Il dolce omonimo pare sia stato creato a Roma negli anni Cinquanta con l'intento di celebrare la festa ricordando la forma e il colore della mimosa (che, ricordiamolo, non è commestibile).

L'idea è semplice ma geniale: pezzetti di pan di Spagna disposti tutto intorno alla torta per ricordare appunto la mimosa. La preparazione non è complessa ma richiede un po' di pazienza: si tratta staccare una fetta orizzontale dal pan di Spagna (come una sorta di coperchio) e di togliere la parte interna che, opportunamente sbriciolata, servirà a creare “l'effetto mimosa”. La pasta può essere spruzzata con un liquore dolce, tipo marsala, ma anche con succo di ananas. La farcia è composta da crema pasticcera, con l'eventuale aggiunta di panna montata e/o marmellata. Viene impiegata anche frutta fresca o sciroppata – per esempio molto gettonato l'ananas, per il buon sapore e il colore che ricorda quello della mimosa.

Alcuni utilizzano infine un po' di curcuma per intensificare la tinta delle briciole di pan di Spagna che andranno distribuite uniformemente in superficie, ma non è un'operazione strettamente necessaria.

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