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Storia bacio al cioccolato


Perugia è nota nel mondo per un piccolo capolavoro di pasticceria, il Bacio, cioccolatino fondente con ripieno di gianduia e nocciole.
Il merito della sua invenzione va a Francesco Buitoni e alla moglie Luisa Spagnoli, eredi delle famiglie d’imprenditori che nel 1907 diedero vita alla “Perugina”.
A Luisa, affermata stilista di moda, è tradizionalmente attribuito il design del prodotto, ideato nel 1922 per sopperire all’esigenza d’utilizzare le nocciole avanzate da altre lavorazioni.
Nato il cioccolatino gli si doveva trovare un nome, e osservandone la forma di pugno chiuso venne in mente la parola “cazzotto”.
Il termine però non convinceva, regalare cioccolatini era il primo passo nel corteggiamento di una ragazza, e non era certo augurale offrirgli una scatola di “cazzotti”, quando lei si aspettava dei “Baci”.
Fu poi Francesco che, con la collaborazione dell’illustratore Seneca, diede al cioccolatino l’immagine-simbolo dei due innamorati sotto il cielo stellato, ispirata al dipinto “Il bacio” di Francesco Hayez.
La tradizione di inserire bigliettini con frasi d’amore sembrerebbe invece sia stata ispirata da una lavorante della Perugina, la quale per poter comunicare con il fidanzato (la relazione non era approvata dalla famiglia) usava inserire dei piccoli messaggi nei cioccolatini.
Oggi ai Baci, ai cartigli con frasi d’amore celebri, alle figurine del Feroce Saladino e alle vignette con gli innamorati di Peynet, è dedicato il museo storico aziendale della Perugina.
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