NOTIZIE cucina regionale


Categoria: cucina regionale

Storia e tradizioni cucina sarda


Testo di Giovanni FancelloEsperto e docente di storia della gastronomia sarda. Autore di numerosissime pubblicazioni, fra le quali citiamo: Sabores de Mejlogu, Sardegna a tavola, Il pesce povero, Le erbe selvatiche, Le spezie. Collabora alle pagine gastronomiche delle più importanti testate giornalistiche sarde. Vincitore del concorso internazionale  “Premio Marietta” di Pellegrino Artusi organizzato dal comune di Forlimpopoli nel corso della Festa Artusiana 2003 con la ricetta “ditaliani con zafferano, spada, seppie, cozze e fagioli brenti niedda”.

 

La Sardegna ha una cucina dalle combinazioni semplici, dai gusti decisi e succulenti, perché favorita da un mite clima mediterraneo ideale per produrre materie prime uniche e genuine. Una cucina  che  è riuscita, nel corso dei secoli, a mantenere  ben definite e intatte le proprie caratteristiche, grazie anche al suo essere isola e isolata geograficamente. Ancor oggi continua a preservare intatte  conoscenze alimentari preistoriche, arricchite e rielaborate dalle conoscenze dei popoli dominatori: Fenici, Punici, Romani, Genovesi, Pisani, Catalani, Spagnoli e Piemontesi. Pochi sono i documenti antichi che testimonino questa cultura, ma molti e diversi sono gli elementi che rendono possibile ricostruire e repertare la sua entità culinaria, tanto da poter  redigere facilmente un sapiente ricettario. I contenuti delle sue pietanze sopravvivono grazie al radicato metodo di  trasmissione orale, tramandati per via femminile, da famiglia in famiglia.
La tradizione pastorale, particolarmente radicata in questa regione, ha dato origine ad una varietà sorprendente di prodotti tipici, nati  non solo dalla presenza di materie prime connesse all’attività stessa, ma anche dalla necessità di vivere lontano da casa per lunghi tempi, senza avere la possibilità di preparare cibi complessi.  E’ una  cucina  ”povera” e non per questo  meno  raffinata perché  la scarsità degli ingredienti,  porta in genere  alla realizzazione di pietanze gustose e fantasiose, perché  nel tentativo di soddisfare l’appetito si è cercato da sempre  di farlo nel modo più piacevole possibile. Ma è anche  una cucina “ricca” che concretizza la sua ricchezza nelle  occasioni solenni o di festa: fidanzamenti, matrimoni, battesimi, tosatura delle pecore, raccolta del grano, festa del paese, quando mangiare è esso stesso una festa ed  i menù la rappresentano e la sottolineano.
E’ una cucina che si caratterizza per la sua “stagionalità” dove le attività  prevalenti della  pastorizia, dell’agricoltura e della pesca sono ben  sviluppate fin dai tempi più antichi. Importante è anche l’uso delle numerose varietà di verdure coltivate, per realizzare le gustose zuppe e contorni, ma fondamentale è anche la raccolta delle verdure allo stato spontaneo negli incontaminati e sterminati campi: finocchietto,  borragine,  bieta, cicoria e tante altre. Piuttosto attiva è l’attività venatoria perché da sempre terra generosa e  ricca di   animali selvatici. Diffusa e diversificata è la preparazione dei numerosi pani quotidiani e cerimoniali nelle diverse occasioni, che cadenzano la vita quotidiana e le feste,  perpetuando ancora antichi riti ancestrali.
Con la pasticceria si sottolineano le feste  religiose o protoreligiose,  perciò, numerose sono le occasioni  dove si possono valorizzare i prodotti di una società agropastorale: formaggio fresco,  ricotta, cagliata,  miele,  limoni,  arance,  mandorle, uva passa,  strutto,  sapa e tante altre ancora. Un’altra particolarità è che i dolci vengono preparati per sottolineare ed aggiungere valore all’occasione della festa. Si hanno quindi, dolci per il Natale, per la Pasqua, per i Morti, per i matrimoni, per il  carnevale e così via.

Leggi ricetta
Leggi news Vialardi
Leggi news pasta - Leggi news salumi
Leggi news pani - Leggi news dolci
Leggi news formaggi - Leggi news conserve
Leggi news vini





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria