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Storia e tradizioni cucina Friuli Venezia Giulia


Nel romanzo di Ippolito Nievo “Confessioni di un italiano” (1867) si legge a proposito della famosa cucina del castello di Fratta, collocato idealmente in Friuli: “ Là un fumo denso e vorticoso, là un eterno gorgoglio di fagioli in mostruose pignatte…”. Rifacendosi a questa autorevole testimonianza, molti credono che la cucina della regione sia quasi elusivamente basata sul “minestron di fasuis”, invece la gastronomia di quest’area è caratterizzata dalla fusione delle tradizioni contadine con quelle aristocratiche, assimilate durante il dominio della Serenissima e degli Asburgo. La realtà geografica di Trieste ha poi sviluppato una cucina aperta ai piatti del mare come il "brodeto" e il famoso “baccalà” fatto con patate, acciughe e prezzemolo.
I primi piatti della cucina friulana sono caratterizzati dall'uso diffuso di zucchero, burro, frutta, formaggi, marmellate, mostarde, senapi. L'alimento fondamentale di questa terra è la polenta, realizzata con il mais abbondantemente prodotto nella regione. La polenta friulana è piuttosto consistente e molto cotta, e si accompagna bene ai formaggi, ai funghi della Carnia, ai tartufi bianchi delle colline del Goriziano.
Numerosa la famiglia dei formaggi vaccini (gli ovini sono scarsi), che assumono il nome della località in cui vengono prodotti. Il "frico", sorta di focaccia di formaggio arricchita con patate o altri ingredienti, è l'esempio di come vengono abbondantemente consumati i prodotti dell'arte casearia da parte dei friulani. Considerato l'antipasto dei pranzi d’antica origine contadina, era preparato dalle donne prima di portare gli animali al pascolo, lasciando sulle braci del focolare un padellino con le croste avanzate del formaggio.
Nell’alimentazione della regione la carne di maiale ha sempre avuto un posto di rilievo, con particolari cure dedicate alla confezione di salumi come il prosciutto San Daniele.
Di origine ungherese è il goulasch molto diffuso in tutta l’area, così come la brovada con il "muset", cioè il cotechino cotto nelle rape acide.
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