NOTIZIE cucina regionale


Categoria: cucina regionale

Modelli regionali della cucina italiana nel XX sec.


Il XX secolo coincide con la modernizzazione tecnologica delle “cose” di cucina. All'inizio del periodo il gas e la ghiacciaia vengono ancora annoverati fra i consumi pionieristici delle famiglie, preannunciando una rivoluzione di più ampio respiro nella quale l'industria conserviera rivestirà un ruolo fondamentale. 

In questa fase di rinnovamento l'Italia si accoda ai principali stati europei, presentando però squilibri interni fra zone industriali e agricole. La nostra cucina regionale cresce d'importanza e di fama con la ricchezza e il rinnovamento delle infrastrutture, ma resta ignorata dove le strade e gli acquedotti difettano. 

La nostra cultura gastronomica muta non solo in funzione dell'economia e dei consumi, ma anche per ragioni di ordine culturale. Infatti il declino della cucina francese è favorito dalla politica nazionalista del regime fascista che, rispondendo alle «sanzioni», proibisce persino l'uso delle parole straniere a tavola. Nel ventennio la capitale Roma, pur riconoscendo a Bologna un primato gastronomico, è al centro del modello italiano, con i suoi piatti rustici e i vini dei Castelli. 

La nostra è una ristorazione che si guadagna fama internazionale negli anni Sessanta quando Cinecittà punta i riflettori su taverne e osterie, trasformandole in luoghi pittoreschi e mondani. 

Il modello romano sempre più ingentilito - fettuccine al burro e saltimbocca - non ostacola il successo di quello partenopeo e della pizza che diviene il vettore della ristorazione economica e veloce. Lo stesso dicasi per la semplice cucina toscana, costruita con carni bovine e vino, che trova il suo strumento di amplificazione nelle trattorie e fiaschetterie presenti in tutte le grandi città del Nord. 

Leggi news origini della cucina regionale italiana

Leggi news cucina italiana dell'Ottocento

Leggi news primo ricettario regionale italiano





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria