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Categoria: comunicazione marketing

shelf life ed etichetta alimentare


Testo di Giorgio Orizio Questore AIGS Novara - Sous chef cuoco e gastronomo "itinerante". Laureato in Economia, promozione e gestione del Turismo. Appassionato di Storia e Cultura gastronomica

 

Ardua vita per i prodotti alimentari, le restrizioni normative e la tutela igienico-sanitaria hanno forgiato questa nuova espressione che identifica la reale vita utile dell'alimento nella fase di vendita e precedente il consumo, tutto a discrezione del produttore o venditore.

Dal dicembre 2016 si completa il ciclo di adeguamento da parte dei produttori della nuova etichetta alimentare più chiara per il consumatore e specifica nei valori nutrizionali e nelle spiegazioni commerciali.

Il neologismo "shelf life" sostituirà la vecchia concezione della data di scadenza sotto l'aspetto normativo per i prodotti primari e freschi e definirà a discrezione del produttore o trasformatore la propria vita presunta per garantire la tutela igienico-sanitaria ed organolettica del prodotto imputato.

Il banco ultimo baluardo della catena del freddo garantirà la conservabilità corretta fino all'asportazione del prodotto dallo stesso, ma non fino al consumo vero e proprio, dove la discrezionalità e l'educazione del consumatore saranno fondamentali, sopratutto in condizioni di criticità oggettiva come nel caso della temperatura o della deperibilità intrinseca.

I controlli di filiera, la tracciabilità dalla fonte, le nuove etichette commerciali garantiranno la perfetta tenuta del piano di autocontrollo se il personale imputato ad esso sarà formato responsabilmente allo scopo di tutelare in pieno la salute nutrizionale del cliente finale.

Esso però non sarà esentato dal rispettare le indicazioni e i consigli di utilizzo impressi sulle nuove etichette obbligatorie. Vita da banco, luogo di visual marketing e promozione degli aspetti estetici delle singole referenze alimentari a piena discrezione e scelta del moderno consumatore, spesso dissociato dal rapporto di empatia e fidelizzazione tra venditore e consumatore.

Il prodotto in essere deve autopromuoversi all'occhio dell'edotto cliente del terzo millennio, dovrà stimolare le scelte per incrementarne le vendite. Si perde quel collante professionale e talvolta familiare del bottegaio di fiducia, colui che solo con lo sguardo sapeva cogliere le nostre aspettative di consumo, l'amico salumiere, panettiere, pasticcere, gastronomo e rosticciere, con la sua esperienza e passione ci deliziava per ore nella spiegazione di scelta, selezione e trasformazione delle materie prime ed aneddoti su clienti vecchi e nuovi e le loro specifiche abitudini di consumo. 

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