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Storia e proprietà melanzana Rossa di Rotonda DOP


La melanzana Rossa di Rotonda DOP (Solanum Aethiopicum) non ha nulla in comune con la melanzana viola (Solanum Melongena). Quella di Rotonda è arrivata alla fine dell’Ottocento, probabilmente dall’Africa, forse importata da alcuni soldati di ritorno dalle guerre coloniali.
Nel dialetto locale si chiama “merlingiana a pummadora”, perché è piccola e tondeggiante come un pomodoro, di colore arancio intenso con sfumature verdognole e rossastre.
Sconosciuta altrove, è una pianta rustica coltivata in tutti gli orti di Rotonda e ha un sapore più piccante ed esotico delle comuni melanzane.
Le piantine sono poste a dimora in maggio e il primo raccolto avviene nel mese di agosto per continuare fino ai primi freddi.
Anche le modalità di conservazione sono caratteristiche: le piccole melanzane vengono legate a grappoli come si fa per peperoni e pomodorini, e quindi messe ad asciugare sotto le tettoie.
È consumata sott’olio e sott’aceto, quasi mai appena colta. Moltissime sono le ricette della cucina lucana che celebrano questo inconsueto prodotto: possono essere fritte e aromatizzate con menta e aglio, possono essere abbinate al caciocavallo podolico per condire fusilli, o ancora, insieme alla salsiccia possono essere trasformate in polpette.

Sono apprezzate anche le foglie, tenere, molto diverse da quelle della comune melanzana, per forma e dimensioni. La polpa è carnosa, non annerisce nemmeno dopo parecchie ore dal taglio; il profumo è intenso, fruttato (ricorda addirittura il fico d’India); al palato è piccante con un gradevole finale amarognolo.

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Testo consultato Presidi Slow Food

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