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Storia mandarino tardivo di Ciaculli


La pianura che circonda la città di Palermo fino agli anni ‘50 era un unico grande giardino, che accoglieva nei suoi agrumeti i viaggiatori del Grand Tour.
Questa era il cuore della Conca d’Oro, luogo mitico raccontato da poeti e scrittori, che andava da Villabate a Sferracavallo. I giardini arrivavano fino a 250 metri sul livello del mare, trattenuti da muretti a secco: un complesso di canali, pozzi e pompe - a trazione animale prima, meccanica poi – che garantiva il regolare approvvigionamento di acqua.
Negli ultimi cinquanta anni i terreni coltivati dell’area sono diminuiti quasi dell’80%, ad eccezione delle borgate di Ciaculli e di Croceverde Giardina, dove prosperano gli alberi da mandarino. Fu in questa zona che negli anni ’40, per una mutazione spontanea del mandarino Avana, nacque una varietà dalla maturazione tardiva, da gennaio a marzo. Un mandarino con pochissimi semi, dolcissimo, succoso e dalla buccia fine.
Gli agrumi contengono vitamina C che possiede proprietà antiossidanti e contribuisce al potenziamento del sistema immunitario; il Tardivo di Ciaculli è anche ricco delle vitamine B1 e B2, che stimolano l'appetito, l'accrescimento, la digestione e migliorano il sistema respiratorio, si addicono alla cura del sistema nervoso.

Testo consultato Presidi Slow Food

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