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Categoria: bevande

Storia assenzio


Testo a cura di Paolo Castellano
Autore dei contenuti di www.assenzioitalia.it


L'absinthe prende il nome dall'artemisia absinthum, termine scientifico della pianta dell’assenzio maggiore. Dal sapore molto amaro, già ai tempi dell'antica Grecia veniva usato per curare i problemi digestivi in infuso o in macerazione nel vino.
La nascita dell'absinthe moderno sembra risalga al 1792, quando Pierre Ordinaire, un medico francese esiliato in Svizzera, rielaborò un elisir composto da varie erbe in soluzione alcolica, chiamato “fee verte”, e che si supponeva curasse un po' tutti i mali.
Dopo una serie di coincidenze la ricetta venne acquistata dal maggiore Dubied, suocero del gentiluomo di Couvet Henri Louis Pernod. Per realizzare la bevanda venne aperta una prima distilleria, e vista la sempre crescente richiesta i Pernod fondarono nel 1805 la Pernod fills, azienda con numerose distillerie.
Successivamente, la fortuna dell’absinthe subì un’ulteriore accellerazione in occasione della guerra d’Algeria, dove la bevanda fu utilizza dai soldati francesi per curare la dissenteria.
Allungato con l’acqua l’absinthe divenne in breve il protagonista dei locali del Nord Africa dove le truppe passavano il loro tempo libero. Terminata la guerra, al ritorno in patria, i soldati francesi iniziarono a richiedere l'absinthe nei locali pubblici, contribuendo così a farlo apprezzare come tonico, aperitivo e digestivo.
Nel1870, a causa di un parassita che decimò gran parte dei vitigni, il vino divenne molto raro e i francesi per sostituirlo iniziarono a consumare massicciamente l’absinthe, facendolo così diventare “bevanda nazionale”.
A causa della crisi del vino cominciò in quel periodo anche una netta divisione tra i grandi trasformatori di absinthe, che continuarono a fare una bevanda di qualità superiore a base d’alcool di vino, e altri produttori che utilizzarono alcol di pessima qualità o realizzarono veri e propri surrogati con oli essenziali, coloranti e additivi chimici.
Queste gravi mistificazioni, legate ad una campagna diffamatoria promossa dai produttori di vino contro l’assenzio, colpevole secondo i “loro” studi scientifici di causare gravi danni alla salute, portarono la bevanda ad acquisire una valenza negativa presso i consumatori.
L’episodio che scatenò la messa al bando dell'absinthe arrivò nel 1905, quando Lanfray assassinò la famiglia dopo aver bevuto due bicchieri di absinthe e molto altro...
Da allora le poche distillerie rimaste aperte in Francia cominciarono ad offrire in sostituzione dell' assenzio diversi distillati d'anice e soprattutto pastis.
Dopo l’oblio di decenni e le volgari imitazioni immesse nel mercato, oggi abbiamo la possibilità di assaggiare circa una sessantina d’absinthe autentici prodotti secondo la ricetta svizzera dell’800.
Se dovessimo riassumere in pochi punti le caratteristiche della vera bevanda all’assenzio possiamo dire che: deve essere distillata con gradazione tra i 45 e i 75 gradi, contenere assenzio, semi di anice verde e di finocchio, colorata naturalmente con infusione d’erbe, e intorbidire se gli viene aggiunta acqua ghiacciata.
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