NOTIZIE vino - vitigni


Categoria: vino - vitigni

PASSITI perle dell’antichità


I vini dolci rappresentano l’archeologia del vino e Omero affermava che erano le perle dell’antichità.
Egizi, Fenici, Greci, Etruschi-Romani, per conservare i vini e commercializzarli lontano dal loro luogo di produzione, erano obbligati a far appassire le uve al sole per concentrarne gli zuccheri. Il metodo tutt’oggi utilizzato per il Tokaj, il Sauternes, il Picolit e tutti i vini denominati “a vendemmia tardiva”, consisteva nel fare appassire in pianta i grappoli. C’era anche la torsione del peduncolo fatta per interrompere la circolazione linfatica dal grappolo alla pianta, o in alternativa il taglio del tralcio qualche tempo prima della vendemmia. Molto presto s’iniziò poi a stendere i grappoli, sia al sole su stuoie o pietra vulcanica (Pantelleria), che in locali come mansarde o sottotetto (grappoli appesi su fili di ferro).
La tecnica odierna di produzione dei passiti si può realizzare con il trattamento naturale ma anche con quello artificiale. Quest’ultimo consiste nel mettere le uve accatastate in cassetta dentro apposite camere, la cui temperatura e umidità vengono regolate a piacere, in modo da favorire la perdita d’acqua e la concentrazione degli zuccheri. Ovviamente l’appassimento al sole è il migliore, non solo per il fascino della tradizione, ma anche perché l’azione esercitata dal sole sui composti degli acini (polifenoli) nel metodo artificiale non ha luogo. È utile ricordare che questi vini, detti “da meditazione”, nascono soprattutto da vitigni molto ricchi di aromi liberi come Moscati e Malvasie, ma esistono anche uve poco aromatiche, tipiche dei climi temperati freddi, che forniscono nettari profumati. I vini passiti possono essere fermentati e venduti nell’annata, come quello di Pantelleria, oppure invecchiati in caratelli (piccole botti) come il Vin Santo.
Leggi news Malvasia
Leggi news Vinsanto
Leggi news vitigni
Leggi news galateo vino





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria