NOTIZIE usi - costumi


Categoria: usi - costumi

Carpe diem di Orazio


Testo di Gabriella Cetorelli Schivo
Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio

Ministero Beni e Attività Culturali


Nell’età imperiale romana il diffondersi del gusto per il cibo fece sì che anche la tavola, il luogo ove i pasti venivano consumati, assumesse un significato simbolico e culturale.
Il momento del banchetto, spazio ad un tempo reale e allegorico, dove si ritrovavano l'amicizia, il vino, il canto, divenne la rappresentazione del passaggio tra il piacere della vita e il sopraggiungere della fine dell’esistenza.
Il primo seme di questa filosofia potrebbe essere rintracciato nelle famose parole “Carpe Diem, quam minimum credula postero”, di Quinto Orazio Flacco (I sec. a.C.) dove il poeta invitava a "godere" del presente, senza preoccuparsi del domani.
Per la verità Orazio incitava a seguire lo stile della moderazione e dell’elegante semplicità, mai dell’eccesso e della sregolatezza messi in scena nei ricchi banchetti imperiali.
Al proposito giova ricordare come questo tema, spesso rappresentato con scheletri nei mosaici dei triclini, si ritrovi pure disegnato nel vasellame con strutture ossee e scritte del tipo:“Godi, finchè sei in vita, il domani è incerto”, e ancora “La vita è un teatro”, oppure “Il piacere è il bene supremo”.
A partire dal 313 d.C., data dell'editto imperiale che concesse la libertà del culto cristiano, si diffuse un interessante fenomeno sociale: i banchetti funebri consumati sulle tombe venerate dei martiri nel giorno della commemorazione del loro dies natalis (data della deposizione).
Questi “refrigeria”, che consistevano in una libagione di vini o in un vero e proprio pasto comunitario, venivano condotti in un clima di tale festosa celebrazione, che divenne quasi una regola, per i fedeli, trascorrere intere giornate in “abundantia epularum et ebrietate”, come ricorda con disappunto S. Agostino ( Ep., XXIX, 2).
Già nel corso del V secolo, tuttavia, sotto la spinta moralizzatrice dell’autorità ecclesiastica, il fenomeno degli abusi alimentari iniziò progressivamente a mitigarsi, tanto che nella prima metà del VI sec. Ennodio, vescovo di Pavia, poteva così esortare i suoi concittadini:
“Pregate, miseri convitati, per i molti lutti: verranno tanti pranzi per quanti saranno i funerali” (Carm.,2,28).
Leggi eccessi alimentari - Leggi pasti giornata
Leggi galateo banchetto - Leggi triclinio
Leggi banchetto funebre - Leggi santuari e cibo
Leggi simbolismo alimentare





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria