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Storia lumache in tavola


Le chiocciole o lumache di terra furono uno degli alimenti più consumati dai nostri antenati dell’età della pietra.
I Greci le apprezzavano molto, per mangiarle inventarono una speciale «forchetta», e come testimonia Ateneo gli attribuivano virtù afrodisiache.
Anche i Romani le consideravano prelibate e le allevavano con alimenti come foglie di lauro, vino e crusca bolliti, servendole nei banchetti dell’impero perché ritenute cibo di moda.
Legata alle chiocciole viene addirittura raccontata una leggenda. Si narra che un soldato romano, durante l’assedio di Cartagine, inseguendo delle chiocciole di cui era ghiotto abbia scovato il passaggio segreto sotterraneo che permise ai suoi di penetrare dentro le mura della città.

Nel Quattro e Cinquecento le chiocciole erano soprattutto un cibo popolare, consumate come “carne di magro”. Rimasero cibo “povero” fino al primo decennio dell’ottocento, quando in seguito ad una carestia finirono per riconquistare un posto d’onore nell’alta cucina francese. Si racconta che il principe di Talleyrand le abbia fatte servire con una particolare preparazione, nel banchetto allestito in onore dello zar di Russia Alessandro I.

Le chiocciole più prelibate sono quelle raccolte nei vigneti e lungo i sentieri di campagna, soprattutto a fine estate, inizio autunno, dopo le prime piogge. C’è chi le ingrassa con il latte e chi le alleva.
Francesi ed Italiani hanno un diverso modo di scegliere e depurare le chiocciole.
-Francesi usano un metodo di purificazione più veloce perché preferiscono quelle in letargo le (dormiglione), che già da sole si sono depurate prima di andare al riposo invernale;
-Italiani consumano le lumache corridore, in piena attività in primavera e autunno, che vanno sottoposte ad una più lenta spurgatura perché altrimenti le loro carni saprebbero degli aromi di alcune erbe cattive.
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