NOTIZIE salumi - carne


Categoria: salumi - carne

La pecora in Sardegna


Testo di Giovanni FancelloEsperto e docente di storia della gastronomia sarda. Autore di numerosissime pubblicazioni, fra le quali citiamo: Sabores de Mejlogu, Sardegna a tavola, Il pesce povero, Le erbe selvatiche, Le spezie. Collabora alle pagine gastronomiche delle più importanti testate giornalistiche sarde. Vincitore del concorso internazionale  “Premio Marietta” di Pellegrino Artusi.

 

Dall’antica Mesopotamia si ha notizia di un pranzo preparato nel IX secolo a.C. per  69.574 ospiti, che ebbe la durata di 10 giorni e nella lista delle numerose vivande preparate vi erano 14.000 pecore. La pecora viene consumata dall’uomo prima arrosto e poi in brodo. In epoca classica si riconosce all’animale una grande importanza economica e la si macella solo quando ha raggiunto una età che non le consente più di produrre latte o allevare agnelli.

Varrone scriveva che i sardi erano soliti vestirsi con  pelli e lana di  pecore. Erano abili allevatori e pastori, grazie al clima favorevole dell’isola, e contribuivano  all’alimentazione  del popolo romano mediante il rifornimento della carne del loro bestiame.

Diodoro Siculo, nel ricordare la lunga e dura lotta tra i Romani e gli Iliesi nascostisi nelle inaccessibili montagne del centro Sardegna, scrisse che questi traevano sostentamento dal  numeroso gregge di pecore  che allevavano e producevano latte, formaggi e carne.   

Nel periodo giudicale era largamente diffuso l’allevamento ovino gestito, a seguito delle numerose donazioni, dalle  abbazie benedettine che lo sfruttavano per la lana, prodotti lattiero-caseari e pelli,  prodotti esportati anche nella penisola.

Nel periodo catalano-spagnolo,  lo storiografo sardo G.F. Fara diceva che in Sardegna l’allevamento ovino era diffuso.

La pecora faceva parte dei pasti degli Aragonesi/Spagnoli   che la consumavano condita con aglio e cipolla ed insaporita col pepe; ne facevano  polpette  e nel suo brodo  cuocevano i vermicelli.

La carne di pecora è un ingrediente fondamentale nella cucina sarda. Si continua ad apprezzarla nei metodi tradizionali: arrosto; in brodo; al sugo; in zuppa con le patate; a ghisadu; a polpette; impanata e fritta; nei ripieni delle verdure e de sos culunzones. Deliziosi sono i suoi sanguinacci e le interiora arrosto. I nuovi cuochi la utilizzano poco perché indirizzano il loro interesse verso ingredienti più di moda.

Leggi news cucina Sardegna 

Leggi news pecorino sardo





Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria