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Interiora simboli virili


Mangiare organi genitali d’animali era secondo i dettami religiosi pagani l’espediente più sicuro per accrescere potenza virile e fertilità.
I più efficaci erano i testicoli, chiamati in gastronomia granelli, fagioli o bottoni, ed in particolare quelli d’animali dall’intensa attività erotica, come galletti, vitelli, montoni, bufali, cinghiali e cervi.
Per potenziare l’effetto afrodisiaco ai testicoli si aggiungevano altre frattaglie, come reni, fegato, midollo, cervella, creste o bargigli di gallo.
I reni, chiamati in gastronomia rognoni, le cervella e il midollo avevano fama di potenziare il coito perché si riteneva contribuissero al processo generativo del seme della vita.
I Greci pensavano che il coraggio di Achille derivasse da una dieta a base di intestini di leone.
Gli Etruschi veneravano il fegato animale utilizzandolo anche come strumento per prevedere il futuro.
Plinio riconosceva alle interiora di maiale la virtù di un’eccezionale stimolante sessuale.
Secondo la tradizione popolare gli effetti dei testicoli erano considerati benefici anche sulla donne, che li consumavano per garantirsi un aspetto florido e piacente.
Nei trattati di cucina si dedicava grande attenzione alla descrizione dei sistemi per cuocere questo particolare tipo di carni, che con il passare del tempo, e l’attenuarsi della valenza simbolica, divennero un cibo destinato alla povera gente, come testimoniano le molte ricette della tradizione regionale italiana.
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