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Storia pesce spada


Noto fin dall'antichità, diffuso in tutte le acque temperate del globo, il pescespada è stato a torto considerato un feroce abitatore dei mari. Numerose storie gli sono fiorite intorno, e una leggenda dell'antica Grecia narra dei Mirmidoni, che smaniosi di vendicare l'uccisione di Achille attaccarono i Troiani. Questi, per evitare la rappresaglia scapparono e allora i Mirmidoni, rabbiosi per non aver raggiunto l’intento, si lasciarono annegare. Al fine di tramandare questo nobile gesto Tetide, dea marina, li tramutò in pesci dal lungo rostro a ricordo della loro arma. Probabilmente legata a questa leggenda, era anche la scelta dei pescatori calabresi e siciliani di non parlare italiano durante le battute, ma di segnalare i comandi usando speciali frasi convenzionali di origine greca, lingua che magicamente attirava gli spada, per catturare i quali si usavano barche munite di un albero di vedetta e di una passerella per il fiocinatore.
Il pescespada è l'animale marino più veloce, dopo il pesce vela, grazie alla grande coda che gli permettere di superare i 93 km orari. Generalmente solitario, durante il corteggiamento manifesta un incredibile attaccamento verso la sua occasionale compagna, spingendosi anche alla morte se questa viene ferita od uccisa. La carne era consumata prevalentemente fresca, ma recentemente ha preso sviluppo l’affumicagione. Un prodotto caratteristico, ottenuto sia dal pescespada che dal tonno , è il mosciame, filetti di carne salati ed essiccati all'aria, serviti a fettine come ingrediente delle insalate. Nella tradizione, questo lavoro si svolgeva a bordo delle imbarcazioni, dove i filetti erano ripetutamente immersi in mare e appesi agli alberi ad asciugare, fino all'arrivo nei porti.
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