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Simposio (o Convito) - Platone


Platone, filosofo greco, è stato figura centrale e influente per il pensiero occidentale. Nacque da famiglia aristocratica, e fin da giovane età decise di dedicarsi alla vita politica. A causa di alcuni gravi avvenimenti tra i quali l'arresto e la condanna a morte di Socrate, suo anziano amico e maestro, il giovane si convinse a rinunciare alla vita politica per dedicarsi alla filosofia.
Dopo vari viaggi in Egitto, Taranto e Siracusa (qui venne venduto come schiavo per le sue idee), ritornò ad Atene dove fondò nel 387 l’Accademia, organizzata come associazione religiosa sul modello delle comunità pitagoriche, e il cui nome prendeva origine dal mitico eroe Accademo.
Fra le opere di Platone, dialoghi e lettere, noi vogliamo prendere in esame il suo componimento intitolato “Convito” o "Simposio".
Questa opera, considerata capolavoro assoluto della letteratura simposiaca, che era costituita da scritti che registravano le conversazioni tenute nei simposi, prese probabilmente spunto da un banchetto che si tenne per le feste Lenee del 416 a.C.
Nel “Simposio” dei filosofi dialogano sul tema dell’amore nelle diverse forme e accezioni, e dopo avere consumato le portate bevono vino seguendo una procedura concordata. Secondo Platone proprio questa rito dionisiaco, celebrato durante il banchetto, aveva un ruolo fondamentale nella ricerca della verità, in quanto il vino determinava un certo stato d’ebbrezza estatica, considerata un’esperienza cognitiva capace di permettere una sorta di unione con il trascendente.
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