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Naturalis historia - Gaio Plinio Secondo detto il Vecchio


"Era occupato su i suoi manoscritti per venti ore su ventiquattro, non risparmiandosi neppure nel tempo più caldo. Talora lo si trovava impegnato all'una del mattino a leggere e scrivere a lume di candela. Dopo aver fatto visita a corte tornava a lavorare sino a mezzogiorno quando interrompeva per una breve pausa per un pranzo molto leggero al cui termine si riposava prendendo il sole mentre un segretario gli faceva ad alta voce l'ultima lettura della giornata. Dopo un bagno freddo, seguito da un breve riposo e da una merenda ricominciava a lavorare, quasi che fosse all'inizio del giorno, sino all'ora della cena".
Così Plinio il Giovane, descrive la giornata dello zio Gaio Plinio Secondo.
Scrittore, scienziato, naturalista, erudito, acuto osservatore e storico, Plinio detto il Vecchio nacque a Como nel 23 o 24 d.C.

Dall’età di ventitre anni prestò il servizio militare in Germania, partecipando a campagne militari di confine sul cui argomento scrisse diversi trattati. Dopo la morte dell’imperatore Claudio (54 d.C.), condusse una vita appartata dedicandosi probabilmente a grammatica, oratoria e avvocatura. Poi con l'ascesa di Vespasiano, Plinio intraprese un’intensa carriera di procuratore imperiale, con numerosi incarichi di rilievo, tra i quali quello di prefetto della flotta imperiale di stanza in Campania, dove morì sotto l’eruzione del Vesuvio (79 d.C.), mentre era intento a studiarne il rarissimo evento.
Negli anni settanta, nonostante gli impegni di lavoro, Plinio scrisse l’opera naturalistica in forma enciclopedica che lo rese famoso: la Naturalis historia. Terminata fra il 77 e il 78, composta di 37 libri (struttura a noi giunta), fu il risultato d’anni di studio e di lavoro, summa delle conoscenze tratte da oltre duemila volumi redatti da autori diversi.
Tra i tanti argomenti della Naturalis historia – dall’antropologia alla zoologia - Plinio fornisce informazioni preziose su piante odorose, alberi da frutto, agricoltura, apicoltura, orticultura, piante medicinali, carni, pesci, selvaggina, e panificazione.
Plinio è insomma una miniera d’informazioni sui costumi Romani e sui prodotti alimentari. Tra gli autori latini, dopo Columella, è forse quello al quale dobbiamo maggiori notizie sulle varie specie di olivo e vite. Nel libro XIV della Naturalis Historia, diversi capitoli trattano l'argomento nei minimi dettagli: specie di viti, natura del suolo, ruolo del clima, tipi di vini conosciuti.

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