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Ancas de cane dolce dei defunti


Testo di Giovanni FancelloEsperto e docente di storia della gastronomia sarda. Autore di numerosissime pubblicazioni, fra le quali citiamo: Sabores de Mejlogu, Sardegna a tavola, Il pesce povero, Le erbe selvatiche, Le spezie. Collabora alle pagine gastronomiche delle più importanti testate giornalistiche sarde. Vincitore del concorso internazionale  “Premio Marietta” di Pellegrino Artusi.

 

Ancas de cane a Thiesi, Pabassinu isladolzàdu a Siligo, sos anchitortos a Mores e Ittiri,  su pane de ammodde o sas forròtulas a Pozzomaggiore, sas lorigas a Cossoine, su pane arrubìu in Marmilla, sono una serie di pani dolci che si preparano per la Commemorazione dei Defunti in Sardegna. 

Per il dolce particolare che si prepara ancor oggi e diffusamente a Thiesi, fatto di pasta di pane, uvetta, noci e semi di finocchietto selvatico, gli si dà il nome si “ancas de cane”, tradotto letteralmente in italiano, gambe di cane, probabilmente per la forma a “S” rovesciata, che richiamerebbero nella forma le gambe del cane. Chiamare così un pane rituale, appare poco appropriato e sicuramente esistono motivazioni molto più antiche e profonde. Il dolce a parere degli studiosi, potrebbe ricordare gli antichi strumenti musicali di canne, launeddas, che venivano curvate a forma di corno, raggiungendo una sagoma a forma di “S”, proprio come il dolce. Il dolce in questo caso richiamava lo strumento nella forma, ma la sua funzione non era quella di far divertire, ma diventava lo strumento per onorare la divinità. Pane con forme riturali che nasce nella società antica agropastorale dall’esigenza di fare una offerta alla divinità con finalità augurale e di propiziazione. Le funzioni propiziatorie delle offerte, rimandano al rituale del riso e del pianto che ripropongono la dialettica di Morte/Resurrezione/Rinascita; dopo la morte ci si prefigge di annullare la vittoria della stessa morte e di sbeffeggiarla col riso mediante la musica suonata con gli strumenti musicali di canne. Nell’antichità più lontana i pani e i dolci destinati ad usi alimentari e rituali si diversificavano ed assumevano forme di animali o della divinità stessa.

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