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Sale marino Trapani IGP


La costa bassa dei litorali trapanesi ed il clima estremamente favorevole suggerirono ai Fenici (VIII sec. a.c.) l'impianto delle prime saline che la storia ricordi. Ma solo nei sec. XV e XVI si ha uno sviluppo notevole delle attività di estrazione del sale. Nel XVII e nel XVIII secolo le saline rappresentano una risorsa fondamentale dell’economia della città, assieme all’arte del corallo e alla pesca, di portata tale da far diventare il porto di Trapani uno dei più importanti del Mediterraneo e d’Europa. Ancora oggi alcune saline sono pienamente attive, definitivamente salvate dal degrado grazie alla sensibilità di privati, dal WWF e dalla azienda per il turismo di Trapani che ha recuperato alcuni mulini a vento, come documenti di archeologia industriale inseriti in una realtà naturalistica resa intelligentemente produttiva.

Uno dei mulini a vento, quello in contrada Nubia ( Paceco TP ), è sede del Museo del Sale, un luogo dove vengono conservati gli attrezzi da lavoro dei salinai e nel quale si ritrovano i segni di una cultura materiale il cui patrimonio etno-antropologico è di inestimabile valore. Le Saline di Trapani, oggi Riserva Naturale,costituiscono un habitat unico che si offre al visitatore come un museo en plein air.

Fino agli anni ’60 la coltivazione del sale era in piena attività e il prodotto veniva esportato in tutta Europa fino in Norvegia. Il secondo dopoguerra ne ha segnato un temporaneo declino legato alla concorrenza del salgemma, all’elevato costo dei trasporti e ai danni provocati dall’alluvione degli anni ’60, che ha trasportato milioni di metri cubi di acqua nelle saline, determinandone l’interramento e l’abbandono dei bagli.

Solo dopo il 1973, anno dell’abolizione del Monopolio di Stato, si registrano segnali di ripresa. Il sale, alimento così "normale" e necessario, è quasi un elemento della nostra quotidianità e della nostra identità socio-culturale. Tuttavia il suo uso non ha limiti geografici, il valore attribuitogli non è legato a luoghi o ad abitudini alimentari bensì alla sua indispensabilità. Per questa ragione fu annoverato tra i primitivi mezzi di scambio, tra quelle merci che, come l'oro ed i generi di prima necessità, rappresentavano un valore costante ed erano comunemente accettate. La sua necessità ed il conseguente valore intrinseco favorirono e determinarono la sua coltura attraverso il complesso impianto delle saline e dei mulini per l'allagamento del territorio e la prima lavorazione del sale.

L'organismo abbisogna dell'apporto di sale, anche se ogni alimento contiene una quantità di sali; le medie statistiche attestano intorno ai sette chilogrammi annui pro-capite il consumo dí questo alimento nelle aree economicamente sviluppate.Il sale, oltre al cloruro di sodio di cui si controverte, apporta alla dieta cloruro di potassio, che entra tra i suoi componenti e che è prezioso, assieme al sodio, agli scambi osmotici ed all'equilibrio acidobase del plasma sanguigno.

Inoltre l'uso del sale marino è determinante per il mantenimento del sapore dei cibi, rispetto al salgemma non perfettamente idoneo all'uso alimentare, può essere usato in quantità ridotta perché è il doppio più solubile del salgemma che, non sciogliendosi a bassa temperatura, a volte viene ingerito senza alcun vantaggio. Il sale prodotto dalle saline di Trapani essendo tra i più ricchi di magnesio, annovera tra le qualità che possiede la massima solubilità.

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